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Archive for the ‘IO, CITTADINA/O ITALIANA/O, MI DIMETTO’ Category

Leggevo ad aprile su Repubblica:

Matteo Renzi torna sul tema dei rapporti tra magistrati e politici. Chiede “rispetto”. E aggiunge: “Tutti i giorni leggo polemiche tra politici e magistrati. Un film già visto per troppi anni. Personalmente ammiro i moltissimi magistrati che cercano di fare bene il loro dovere. E anche i moltissimi politici che provano a fare altrettanto. Il rapporto tra politici e magistrati deve essere molto semplice: il politico rispetta i magistrati e aspetta le sentenze. Il magistrato applica la legge e condanna i colpevoli’.

Il nostro premier dice un po’ di tutto su tutto… ma è un privilegiato che vorrebbe insegnare a noi del popolino…

Da quello che leggo e vivo, i magistrati e tutto il loro apparato più che applicare la legge, cavillano e ‘calcoleggiano’ alla grossa…

Ma, per piacere, che non mi si venga a parlare di ‘giustizia’ ‘terrena’… che nemmeno Chi è al di sopra ho ben capito cosa faccia!!!

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Ieri sera per caso mi sono trovata a guardare un film, Gone, thriller statunitense del 2012. Leggo che il film ha ottenuto recensioni negative da parte della critica e scarsi profitti al box office. E in effetti non mi è particolarmente piaciuto, ma la fine merita veramente e, per una donna che di ingiustizie ne ha viste, sentite e subite tante e soprattutto da chi la giustizia la dovrebbe tutelare e applicare, è liberatoria.

La protagonista che, pur essendo stata rapita da un maschio pervertito, non era stata ritenuta credibile dalla polizia ed era finita in casa di cura psichiatrica, giustizia se la fa da sola e il pluri-omicida lo sistema da sola e lascia che tutte/i quelle/i che non le avevano creduto pensino che la sua sia stata una fissazione per scagionarsi…

Probabilmente sarò cattiva ma credo che per azioni abominevoli non esista che una soluzione.

E lo stesso purtroppo penso valga per la giustizia in un sistema malato e dittatoriale… o almeno io ho rinunciato e rinuncio a credere di poterla vedere e sarò costretta ad agire di conseguenza… Da un po’ di tempo ho una voglia pazza di tagliare gomme e rigare “alcune” vetture… per poi costituirmi…

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Volantino 1

Tra tutti i volantini ricevuti questo mi è parso il più sobrio, fatta eccezione per la citazione, che definirei “bambinesca”, di “estrema sinistra” a rappresentare l’opposizione.

Mi rimane il dubbio di cosa si intenda per “legnaghese” e mi domando se la mia famiglia lo sia…

Volantino 2

Questo volantino a mio parere è invece di cattivo… pessimo gusto, anche se patetico. Trovo volgaruccio il verbo “scannare”, più adatto a un macello che ad altro. Bella anche se contraddittoria la citazione, – “autobiografica” immagino, – della corsa alle poltrone, o meglio, careghe…

Mi resta il solito dubbio sul termine “legnaghese”: effettivamente Clara e Tommaso non abitano proprio in centro e forse non si possono considerare indigeni… Sarà per questo che non sono adatti come candidati per Legnago?! Del domicilio di Paolo non ho ubicazione geografica precisa…

Volantino 3

Con questo volantino il fondo si tocca.

L’idea di scorporare dal contesto la fotografia che immortala Claudio con i tre “senza volto” sarebbe patetica… se non fosse maliziosa e disonesta. Fortunatamente il responsabile della Verbena, l’associazione che organizzò l’evento, ha chiarito la provenienza delle fotografia e smascherato la malafede di chi ha cercato di usarla…

Definire i “non nativi” di Legnago “altri” è razzismo allo stato puro, dunque ingiustificabile.

Si cita ancora l’estrema sinistra… Comico…

La frase “Chi vota Scapin spegne Legnago” con riferimento alle luminarie di Natale… banale e ancora patetica. Come patetico è il riferimento a “impegni scritti” che questi signori hanno preso per i primi 100 giorni.

Perché “primi”?

‘Sti impegni non li potevano raggiungere mentre erano a capo del Comune?

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Da tempo ho deciso di non parlare e scrivere di politica. La scelta è guidata da motivazioni varie, non ultima una spiccata allergia alle farse, alle falsità, ai voltagabbana, alle bugie, ecc. ecc. di politicanti vari e annessi e connessi.

Non resisto tuttavia ora al desiderio di pubblicare la relazione che la prof.ssa Vaira Marzia Pagliari, Presidente del Comitato di Gestione della Biblioteca Comunale di Legnago, la Gervasio Bellinato per intenderci, scrisse a fine mandato.

La relazione è stata protocollata il 22 novembre 2013, n. 33932. È dunque pubblica e come tale credo meriti rilievo (il poco almeno che il mio piccolo blog può dare).

Di seguito il testo integrale.

Al Sindaco del Comune di Legnago Roberto Rettondini

e.p.c.

alla Giunta Comunale

alla Dirigente Milena Mirandola

A conclusione del mio secondo mandato, stendo questa relazione finale, preceduta dagli obiettivi che mi ero prefissata in accordo col Comitato di Gestione.

1)     Presentare a questa Amministrazione bozza del nuovo regolamento della B.C. (il precedente era di 30 anni fa).

2)     Attivare un logo e un sito proprio della B.C.

3)     Riconfermare ed aumentare il numero dei volontari.

4)     Potenziare il rapporto B.C. – scuole (già attivato da Anna Costantini e Marilena Bonfante fin dagli anni precedenti, con scuole materne, elementari e medie), creando nuovi contatti di collaborazione con tutti gli Istituti di Istruzione Superiore di Legnago.

Relativamente al punto 1, dopo un impegnato e serio lavoro da parte del Comitato – durato tutta l’estate, – pur consapevoli che i nostri erano suggerimenti, l’Amministrazione ha ritenuto di rifare ex novo tale documento, mantenendo, solo all’articolo 8, la richiesta più innovativa e democratica proposta, relativa ai componenti del Comitato: “ Il Vice Presidente e il Segretario vengono designati a rotazione dal Presidente in caso di sua assenza”.

In tal modo ho caldeggiato il coinvolgimento di tutti i componenti, uscendo dalla rigorosa e statica nomina (di natura politica) e facendo in modo che, a turno, tutti potessero avere lo stesso incarico.

Relativamente al logo, finalmente la B.C. ne ha uno proprio, creato dalla Professoressa Stellina Cirincione nel 1988 e posto davanti alla porta della biblioteca stessa. Ho fortemente voluto questo logo perché fa parte della memoria storica della biblioteca, in onore e rispetto del suo fondatore, Professor Gervasio Bellinato.

Riguardo al sito, di cui si è intensamente e tenacemente occupata la Sig.ra Federica Bettini, membro del Comitato, ho ricevuto conferma della sua prossima attivazione dalla Dottoressa Nicoletta Comparini, purtroppo solo recentemente incaricata come responsabile della Biblioteca.

Riguardo il punto 3, durante i miei due mandati, in Biblioteca hanno operato i seguenti volontari: Federico Zuliani, Sabrina Dodich, Fabio Furlan, Gabriella Picchi, Rosalba Crocco, Vanessa Dal Lago, Anna Carli, Elana Mancini. Il termine “volontario” si spiega da sé: persone disponibili che impiegano tempo e competenza a servizio della Biblioteca, a supporto del personale operante. Va da sé che i volontari non possono sostituire il personale addetto, ma coadiuvarlo. La collaborazione dei volontari può inoltre per svariati motivi – malattie, imprevisti, ecc. – venire a mancare.

Riguardo al punto numero 4, in questi miei 2 mandati, ho potuto constatare, relativamente ai giovani frequentanti la Biblioteca, un vuoto di presenze dei ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni. Sono dunque stati attivati due progetti, per un totale di 40 ore frontali, per creare nuovi collegamenti con i bienni delle superiori. Sono entrati in biblioteca più di 150 alunni, molti dei quali non avevano mai messo piede in tali strutture. Abbiamo privilegiato la “lettura”, dal momento che, per gli insegnanti, il tempo da dedicare in classe a tale strumento didattico è sempre ridotto. Si è cercato di far capire ai giovani quanto possa essere piacevole prendere in mano un libro, sfogliarne le pagine, annusare il profumo delle parole scritte sulla carta e – non è retorica, – molti ragazzi si sono iscritti in Biblioteca e hanno preso, alcuni per la prima volta, un libro da leggere. Chiaramente non abbiamo risolto il più grande problema dei giovani che non leggono o che, se leggono, non decodificano, né abbiamo voluto insegnare nulla ai docenti. Ci siamo molto più semplicemente basati sulla certezza che, se gli stimoli arrivano da più parti e, in questo caso, la scuola si sposta in Biblioteca, è possibile recuperare l’attenzione e l’interesse di qualche ragazza/o, anche grazie alla curiosità di frequentare un luogo diverso e con operatori alternativi ai propri insegnanti.

Conclusioni

Detto ciò, sento il dovere di esprimere il mio rammarico per lo scarso interesse dimostrato dall’Amministrazione nei confronti della situazione assai grave in cui da troppo tempo versa la “nostra” Biblioteca.

Certo le difficoltà che incombono sulle Amministrazioni in questi tempi sono tante, la spending review spesso impedisce di prendere decisioni risolutive, ma speravo in un rapporto più stretto, più collaborativo con il Comitato. Auspicavo si potesse creare quello spirito collaborativo che è sintomo di propositività e volontà di costruzione. Visti i miei quattro anni di costante presenza in Biblioteca e la conoscenza capillare del funzionamento e delle carenze della stessa, mi sarei attesa d’essere almeno interpellata, insieme agli altri membri del Comitato, per porre rimedio ai problemi più impellenti.

Questo purtroppo non è avvenuto.

Non intendo con ciò affermare che il Comitato avrebbe risolto tutte le problematiche, ma certo avrebbe potuto offrire utili suggerimenti nei momenti di reale emergenza venutisi a creare, in particolare, in occasione di assenze per gravissimi problemi di salute di membri del personale esperto. A causa della cronica carenza di personale addetto e delle emergenze suddette, la Biblioteca spesso è rimasta aperta con l’ausilio di volontari e personale recuperato al momento o addirittura costretta a chiudere i battenti, con continui disagi per l’utenza.

Nonostante l’incombenza di questi accadimenti e alcune incomprensioni a inizio del mandato, dovute comunque a ingerenze politiche esterne e non certo a problemi personali di accordo tra i membri, io e il Comitato, che ringrazio per la collaborazione, abbiamo lavorato moltissimo, impegnandoci, a prescindere da tutto, affinchè l’offerta formativa della Biblioteca diventasse il più significativa possibile.

Così scriveva nel 1848 Victor Hugo: “Bisogna, signori, porre rimedio al male; bisogna elevare, per così dire, lo spirito dell’uomo […]. È in questo modo, e solo in questo, che troverete la pace dell’uomo con sé stesso e di conseguenza la pace con la società. Per arrivare a questo obiettivo, signori, che cosa bisogna fare?[…] Bisognerebbe moltiplicare le scuole, le cattedre, le biblioteche, i musei, i teatri, le librerie. Bisognerebbe moltiplicare i luoghi di studio per i bambini, i luoghi di lettura per gli uomini, tutte le organizzazioni, tutte le istituzioni in cui si medita, in cui si istruisce, in cui ci si raccoglie, in cui si impara qualcosa, in cui si diventa migliori; in una parola, bisognerebbe far entrare dovunque la luce nello spirito del popolo; perché è a causa delle tenebre che si perde”.

In merito a tutto quanto elencato, invito l’Amministrazione tutta a dare alla Biblioteca Comunale nuova forza vitale per rafforzare l’istruzione, la cultura e l’informazione, considerati agenti fondamentali per promuovere la pace e il benessere spirituale delle menti di uomini e donne.

Mi appello infine ad alcuni significativi passaggi del “Manifesto UNESCO per le Biblioteche pubbliche”: “La Biblioteca pubblica rientra nelle responsabilità delle autorità locali e nazionali. Deve essere retta da una legislazione specifica e finanziata dalle amministrazioni locali e nazionali. Deve costituire una componente essenziale di ogni strategia a lungo termine per la cultura, per la diffusione dell’informazione, dell’alfabetismo, e dell’istruzione. I servizi devono essere fisicamente accessibili a tutti i membri della comunità. Ciò comporta una buona localizzazione degli edifici, attrezzature adatte per la lettura e lo studio, le tecnologie necessarie e orari di apertura sufficienti e comodi per gli utenti”.

Cordiali Saluti

La Presidente del Comitato di Gestione

Prof.ssa Vaira Marzia Pagliari

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Questo il logo della Prof.ssa Stellina Cirincione.

Condivido ogni parola delle “conclusioni” di Marzia. E tengo a precisare che lo “scarso interesse” cui ella si riferisce riguarda l’Amministrazione “tutta”, “maggioranza e “minoranza” compresa. È bene chiarire, a mio parere, la cosa.

Della parola “cultura” son pronti tutti – non importa la “bandiera”, – a riempirsi la bocca e, immagino, se ne sentirà parlare molto soprattutto in questi giorni di campagna elettorale. Sarebbe bene al contrario parlar poco, non promettere alcunché e “fare” tutto il possibile, partendo dalle piccole cose.

Abbiamo a Legnago la Biblioteca Comunale, la Fondazione Fioroni, il Museo Archeologico, tre “realtà” da tutelare. Ma i fondi, mi dicono, scarseggiano e tutte e tre le struttura non navigano in buone acque.

Io non sono nessuno, non mi intendo di economia… e di politica ancora meno ma, come casalinga, so quel che serve sulla gestione delle risorse domestiche. Nella mia famiglia, dati i tempi di magra, cerchiamo di razionalizzare i consumi e razionare le risorse disponibili.

Se dovessi gestire – per esempio, s’intende… – le tre strutture, unificherei la gestione e riassumerei le persone di provata esperienza, “lasciate a casa” recentemente. Se ciò non bastasse, in attesa di tempi migliori, inizierei anche a “rodare” per le strutture “bisognose” qualche altro operatore della Pubblica Amministrazione.

Quello che ora serve è aiutare i “luoghi di cultura” a resistere alla crisi economica che li vede, da sempre, come i primi “rami” da tagliare. Dovrebbe avvenire il contrario se fossimo lungimiranti. È quando si fa buio che la luce diviene preziosa: l’accesso alla cultura, ai suoi luoghi, ai libri… accende luci per l’anima, ma noi insistiamo a dimenticarlo…

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Il lupo è la radura dell’anima umana … svela ciò che rimane nascosto nelle storie che raccontiamo su noi stessi” scrive Mark Rowlands nel libro Il lupo e il filosofo.

Non si tratta di un libro che si possa “raccontare”. Ciò che possiamo “descrivere” sono i momenti in cui lo scrittore narra le “avventure” di Brenin. Il resto è un “sogno” che ci aiuta a “diventare” lupi, ritrovando nell’animo umano ciò che il lupo può insegnare.

“E il lupo ci dice che ciò che conta nella vita non è mai una questione di calcolo. Ci ricorda che ciò che ha davvero valore non può essere quantificato o barattato. Ci rammenta che a volte dobbiamo fare ciò che è giusto, quali che siano le conseguenze“.

“Tu sei molte cose. Ma il tu più importante non è quello che ordisce complotti: è quello che resta dopo che sono falliti. Il tu più importante non è quello che si compiace della sua astuzia: è quello che resta quando l’astuzia ti lascia per morto. Il tu più importante non è quello che cavalca la fortuna: è quello che resta quando la fortuna ti gira le spalle”.

lupo

È quando tutto pare perduto che una donna/un uomo svela la sua natura. In quel momento ognuno di noi mostra, usando una vecchia metafora, di che “pasta” è fatto.  Posso garantire che chi comunque risulta anche solo un poco “lupo” è destinato alla solitudine e all’incomprensione in un mondo come il nostro, popolato per lo più di “scimmie”… convinte che l’altro sia come loro, una “scimmia”… che riduce “le cose della vita a una questione di analisi costi-benefici”.

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Jan Palach

Dato che la nostra nazione si trova in bilico tra disperazione e rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e risvegliare così la coscienza nazionale.”
Dalla lettera di Jan Palach all’Unione degli scrittori cechi, 16 gennaio 1969

Jan ZAJÍC

“Mamma, papà, fratello e sorellina! Quando leggerete questa lettere sarò già morto o molto vicino alla morte. So quale profonda ferita provocherò in voi con questo mio gesto, ma non preoccupatevi per me…
Non lo faccio perché sono stanco della vita, ma proprio perché la apprezzo. E la mia azione ne è forse la migliore garanzia. Conosco il valore della vita e so che è ciò che abbiamo di più caro. Ma io desidero molto per voi e per tutti, perciò devo pagare molto […]

Jan Zajíc, Lettera ai familiari, 1969

“In questo secolo cinico, in cui spesso temiamo gli altri e gli altri temono noi, e in cui spesso ci spaventiamo al constatare la nostra mediocrità, Palach ci ha spinti a porci una domanda che può fare di noi delle persone migliori: Cosa ho fatto per gli altri? com’è il mio cuore? qual è il mio obiettivo? quali sono i valori più importanti nella mia vita?”
Predica del pastore Jakub S.Trojan sulla tomba di Jan Palach, 25 gennaio 1969

“È morto perché voleva gridare il più forte possibile.
Voleva che ci accorgessimo di quello che ci stava accadendo, che vedessimo quello che stavamo facendo e sentissimo quello che stavamo dicendo in quell’epoca di concessioni ritenute inevitabili, compromessi spacciati per atti ragionevoli e tattiche che si volevano far credere intelligenti.
Ci stavamo dimenticando che anche quando la pressione aumenta qualcosa deve resistere, qualcosa di fondamentale, che non può essere merce di scambio e senza il quale la vita umana perde la sua inalienabile dignità.”

Dal documento di Charta 77, in occasione del 20° anniversario dell’auto-immolazione di Palach, 15 gennaio 1989
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Volevano “che vedessimo quello che stavamo facendo e sentissimo quello che stavamo dicendo in quell’epoca di concessioni ritenute inevitabili, compromessi spacciati per atti ragionevoli e tattiche che si volevano far credere intelligenti…”.
Siamo noi in un altro secolo e in un altro Paese.
Non siamo apparentemente sotto alcuna dittatura.
Eppure io, io che credevo nell’appartenenza a un popolo e a una nazione, con la sua storia e cultura, ora vivo il dramma della “non appartenenza” a questo “secolo cinico”, a un Paese “cinico” il cui apparato altro non fa che schiacciare il popolo che una Costituzione definisce “sovrano”.

Il gesto di auto-immolazione di Jan Palach e Jan Zajic doveva apparire, per volere dell’apparato governativo dell’epoca, l’atto di un folle suicida. Di tutto è stato fatto dai burocrati e politicanti dell’epoca per gettare fango sui giovani martiri.

Questa è la tattica nelle dittature: gettare fango, screditare, isolare.

Accade anche oggi, nel nostro “democratico” Paese, nei confronti di chi cerca “con i fatti” di “risvegliare” le coscienze.
Accade a chi “desidera molto” per gli altri ed è disposto a “pagare molto”.

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Dal sito di Liberinsieme

deufonica

Digitale (Legnago città digitale)
Siamo attentissimi alle innovazioni tecnologiche, perché più EFFICIENZA significa MENO consumi, PIU’ RISPARMIO, MENO inquinamento.
Quindi non solo nuove tecnologie e materiali perché le case non siano più dei secchi bucati che perdono calore, ma anche nuove tecnologie digitali, che prevedono:
– il cablaggio della città e delle frazioni, da cominciare ad attuare senza spese ogni volta che si scava per qualche altro motivo
– WIFI libero solo nelle zone dove i cittadini stazionano per tempo limitato, ad esempio nel cuore del parco
– illuminazione pubblica, come si fa a Prato, dove si è realizzato un impianto che promette un risparmio energetico sull’illuminazione pubblica del 35%, capace di generare un considerevole risparmio economico
– documenti on line per far risparmiare tempo ai cittadini e denaro al comune, come ha fatto Reggio Emilia
– mettere in rete i dati anagrafici in modo che le pubbliche amministrazioni possano accedervi in tempo reale, come ha già fatto Bovolone
– possibilità di prenotare il servizio in accordo con l’ente per ridurre i tempi di attesa, con risposta via sms o on line
– per i rifiuti, come fanno a Capannori: un chip legge i sacchetti, è collegato ad un sistema elettronico negli ecocentri e così si paga solo per il rifiuto secco che si produce (e si riceve un rimborso per il differenziato che si ottiene).
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Disoccupati
Proponiamo di istituire un Assessorato del Lavoro, per dare importanza e forza all’azione amministrativa.
IMPRESE LOCALI
– per sostenere l’impresa locale proponiamo “Appalti a chilometro zero”: elaborare un regolamento per la disciplina delle gare di appalto pubbliche che, a determinate condizioni di qualità ed efficienza, favorisca le aziende residenti sul territorio
– modificare il sistema degli appalti comunali di un cero peso. Oggi sono banditi in modo tale che ci sia solo un’azienda vincitrice. Il risultato è che le vincitrici sono solo le aziende più grandi, che diventano sempre più grosse, mentre le altre scompaiono, e scompare anche la concorrenza. La proposta è di fare bandi frazionandoli in base alle singole attività richiese in modo da favorire l’assegnazione ad aziende locali e di piccola dimensione. Ne usciranno anche importanti risparmi.
– incentivare l’avvio di nuove imprese artigianali utilizzando, se possibile, anche aree o
fabbricati dismessi con forme di comodato gratuito in cambio di lavori di sistemazione dell’area o della struttura
– indire un bando per una graduatoria di disoccupati residenti nel comune e con un determinato Isee per selezionare personale per lavori occasionali quali manutenzione di verde, personale di supporto per lavori presso il comune, ecc. e prevedere eventualmente una remunerazione con voucher.
LAVORO GIOVANI
– la sfida si gioca sul terreno dell’informazione, della formazione e dell’assistenza a favore del giovane: promuovere e sviluppare corsi di formazione professionale per le varie figure operanti nei vari settori lavorativi
– sostegno alla imprenditorialità giovanile attraverso l’applicazione delle leggi di settore
e l’assunzione dei PRESTITI D’ONORE
EDILIZIA: piccole opere = tanti posti di lavoro
Facciamo ripartire il settore edilizio LOCALE mettendo IN MOTO LE RISTRUTTURAZIONI. Progettisti, tecnici, artigiani e imprese (+ l’indotto) della zona possono lavorare ed essere pagati con il risparmio energetico. Tutto a costo zero per i cittadini, con finanziamenti da parte di ESCO o dall’Europa con il “Patto dei sindaci”(che prevede soldi per RISTRUTTURAZIONI che abbattono i CONSUMI ENERGETICI)
SUPPORTI ALL’AGRICOLTURA
– Meno burocrazia e più aiuti nelle pratiche, supporto alla filiera corta (più spazi al mercato e a costo minore, pubblicità), ritorno alle mense biologiche e alle MERENDINE POMERIDIANE nelle scuole, con nuovi appalti che privilegiano le aziende agricole locali raccordandole con le materie prime disponibili e le epoche giuste. Si costruisce una filiera locale che parte dalle aziende agricole della zona, da proporre anche all’ospedaliero e all’aziendale, e mettendo in rete le risorse locali
– Mantenere e valorizzare la produzione di qualità e locale attraverso la vendita a mercatini nelle frazioni.
nuove forme di lavoro in cooperazione
– Incentivarle mettendo in rete bisogni e aziende, sfruttando l’edificio 13 come casa delle associazioni e delle imprese, dove concretizzare la rete dell’associazionismo locale e promuovere scambi di competenze in campi lavorativi
– creare un elenco on-line dei profili professionali di disoccupati interagendo con le
Associazioni di rappresentanza degli imprenditori per favorire un interscambio occupazionale che tenga anche conto della stagionalità, con l’utilizzo di forme di lavoro diverse e di altre forme di sinergia tra imprese e lavoratori
– promuovere reti di impresa formate da ditte del territorio che possano affiancare gli appaltatori delle opere pubbliche che interverranno nel nostro territorio
– Orti urbani: il comune individua i lotti (500-600 mq) e le aree dedicate agli orti urbani, collegati da piste ciclabili e raggiungibili in maniera alternativa, deve dare l’acqua a pagamento, darli in assegnazione ad un costo simbolico e chi le coltiva si tiene il prodotto. Essendo luoghi pubblici usufruibili a tutti vanno banditi diserbanti e antiparassitari, privilegiando agricoltura bio, e si possono prevedere corsi e anche scambi tra prodotti o mercatini (come a Padova con il mercatino del tram). Si possono sfruttare come insegnamento per le scuole, favorendo anche il collegamento tra le generazioni.
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Donne
Proponiamo una modalità di lavoro più che dei proclami:
rielaborare le voci di spesa del bilancio comunale, allo scopo di valutare quale parte vada a favore del genere femminile, e quale a favore di quello maschile (es. un campo da calcio è una spesa che privilegia il genere maschile, …)
In questo modo si legge e si programma l’azione politica in modo che sia rispettosa ed equa per entrambi i generi.

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Dal sito di Liberinsieme

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Carta di Pisa

Per Liberinsieme la politica è servizio civico, Corruzione, penetrazione delle mafie negli enti locali, scandali e ladrerie dei politici: non li reggiamo più. I soldi pubblici servono per opere e servizi utili alla collettività, e non per mungere chicchessia. (Manifesto della carta di Pisa).
Ci sembra che un buon passo possa essere la proposta di “Avviso Pubblico”, che facciamo nostra: “Tutti coloro che si candidano a ricoprire un incarico politico pubblico devono farsi carico di tali questioni e impegnarsi pubblicamente per risolverle, mettendo in atto comportamenti concreti e responsabili, che mirino a ricostruire una cultura di legalità, di cittadinanza, di democrazia, di partecipazione, restituendo così credibilità alla politica”. In pratica, se eletti adotteremo la “Carta di Pisa”, il codice etico elaborato per gli amministratori locali che si propongono di rafforzare e di diffondere la cultura della legalità, della responsabilità e della trasparenza all’interno delle istituzioni.
Trasparenza, regali, clientelismo, conflitto di interessi, cumulo di incarichi, decisioni trasparenti, pressioni indebite, finanziamenti, rendicontazione, rapporti con i cittadini e con l’amministrazione, nomine in Enti, ecc., rapporti con i mezzi di comunicazione e con l’autorità giudiziaria, sanzioni in caso di inadempimento sono infatti le voci di questa Carta, che serve ad amministrare con imparzialità, disciplina e onore.
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Casa di Riposo

Ci siamo opposti in questi anni sia alla ristrutturazione recente che ha mangiato una fascia del piccolo giardino presente, sia ai faraonici progetti di lottizzazione di Vangadizza, spacciati come funzionali alla costruzione di una casa di riposo nuova e più grande, con più posti letto. Il progetto Villa Pompei di Vangadizza, bocciato come avevamo predetto dai numeri (non ci sono soldi per pagare nuovi posti letto) era così poco attinente alla casa di riposo, che è stato riproposto dopo la bocciatura pari pari, lasciando il cemento e senza la casa di riposo. Siamo contrari anche ad una nuova edificazione di fianco all’ospedale: le vacche grasse sono finite da tempo, e non si possono bruciare soldi sudati con il lavoro dei cittadini e pagati in tasse, per dare lustro all’amministratore di turno. La nostra proposta è:
– che la casa di riposo rimanga lì dov’è e sia ristrutturata a stralci
– con l’avvio dei 60 posti e della nuova casa di riposo a Boschi Sant’Anna, probabilmente si risolverà anche il problema del centro Alzheimer; in caso contrario studiare una soluzione o accanto all’ospedale, o in collaborazione con i comuni limitrofi, per razionalizzare e ottimizzare le spese
– chiediamo particolare attenzione per l’accoglimento di coloro che non hanno risorse sufficienti per accedere alla casa di riposo e vivono una condizione personale e familiare di grande solitudine
– che i rappresentanti del Comune nel suo C.d.A. siano individuati per competenza e non per convenienza partitica.
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Centrale nucleare

Le conseguenza di Fukushima, che chiunque può cercarsi nel web, parlano da sole, ma purtroppo Torretta (come altri siti nel Veneto) è una delle poche zone in Italia adatte alla localizzazione di una centrale nucleare, nel passato come nel futuro.
Nonostante che il fotovoltaico abbia ampiamente superato l’energia prodotta dalle 4 centrali nucleari programmate, ci aspettiamo nuove minacce tra qualche anno dalla lobby del nucleare, e garantiamo che, se venissimo eletti, ci metteremmo di traverso con tutte le nostre forze rispetto ad una proposta per Torretta.
Il nostro passato in prima fila nel comitato antinucleare garantisce.
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Cittadini/partecipazione

· Garantire ai cittadini strumenti di partecipazione e controllo: possibilità di segnalazioni on line, referendum (a costo zero) su temi e scelte di particolare rilevanza, question time in consiglio comunale, video dei consigli comunali, sito del comune che diventi il punto di snodo delle proposte culturali, sociali e produttive che si svolgono sul territorio
· In particolare, per garantire rappresentanza alle frazioni, si propone un bilancio socio-partecipato, in modo che partecipino alle scelte programmatiche i rappresentanti di ogni frazione, scelti per estrazione e con interviste telefoniche, nel numero complessivo di una cinquantina di rappresentanti, proporzionali agli abitanti di ogni frazione -> vedi Bilancio socio-partecipato
· l’avviso per la formazione delle commissioni e dei C.d.A. va pubblicizzato al massimo, in modo che tutti i cittadini (e non solo amici e conoscenti) possano presentare la candidatura; i curricula vanno selezionati su requisiti prestabiliti come per un bando, graduati per punteggio, vagliati da un comitato di garanzia, scelti per merito ed anche per estrazione per garantire la rotazione, in modo da favorire al massimo la democrazia.
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Consulenze esterne

Ridurre le consulenze esterne tramite un migliore impiego delle risorse umane interne e corsi di formazione al personale, con ricorso ad esterni solo in caso di effettiva incapacità di adempiere all’incarico.
Non solo tagli alle spese per i consulenti esterni (schizzate nel 2013 da 55000 a 83000 euro) ma anche maggiore trasparenza: attuare procedure di evidenza pubblica sulla base della valutazione dei curricoli e a rotazione.
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Consumo di suolo

– Stop al consumo di suolo in due mosse: prima un censimento perché vogliamo sapere quante case e capannoni vuoti ci sono, e poi rivediamo la pianificazione.
Sta per essere approvato un Piano Assetto Territorio che brucerà 2 milioni di mq -330 campi da calcio-di suolo agricolo o verde, ed è prevista una mega lottizzazione a Vangadizza: ogni metro quadro coltivabile tolto alla Terra è un furto ai bambini che nasceranno e una perdita secca di autonomia alimentare per i legnaghesi
– ribaltiamo la politica dei parcheggi: meno consumo di suolo con i parcheggi (meglio un parcheggio in verticale)
– meno consumo di suolo anche per le strade: messa in atto di tutte le azioni possibili per contrastare il progetto dell’autostrada Nogara-mare, no al pedaggio sulla superstrada, cooperative per un trasporto alternativo che riduca il traffico di auto
– no preventivo a tutte le varianti al PRG e a tutti gli accordi di programma che brucino suolo agricolo o verde; nel piano regolatore sono state previste la aree edificabili, in modo che l’interessa dei privati non prevalga su quello della comunità: perché non si costruisce lì? Accetteremo varianti solo se viene recuperato il territorio con trasformazione di altrettanta area edificabile in area verde/agricola.
– mobilità sostenibile come condizione indispensabile per una migliore qualità di vita: quindi completamento della rete di piste ciclabili
– un percorso ciclabile SICURO va trovato per tutta la zona SINISTRA ADIGE: ci siamo battuti perché invece che spendere soldi per chiudere gli scavi, si usassero per la pista ciclabile per Canove; in mancanza di fondi ci sono progetti per tutelare comunque il ciclista dalle auto e per recuperare vecchie capezzagne o sentieri sterrati, vorremmo studiare il ripristino di quello del Capitello (da via Gattina)
– cercheremo tutti i mezzi per contrastare le scelte deleterie dell’amministrazione grigio-cemento di Rettondini, Longhi e Nalin: togliere le giostre dal parco e riportarle in zona stadio – bloccare il progetto del crossodromo vicino alla piscina e alla Corradina dove si va per rilassarsi e non per spaccarsi i timpani e portarlo in zona aeroporto – sottoporre il progetto del grattacielo a referendum se non si riesce a bloccarne l’iter.
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Coppie di fatto

Le coppie di fatto sono le convivenze fuori dal matrimonio, oggi frequentissime tra le giovani coppie.
Proponiamo un registro delle coppie di fatto, per tutelare le unioni civili e favorire le pari opportunità rispetto alle unioni matrimoniali, l´integrazione e lo sviluppo nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio.
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Crossodromo

E’ uno degli ultimi, sciagurati progetti di questa amministrazione e riguarda la vasta area tra la Corradina e la piscina: si farà costruire una piccola palestra in una zona che non la prevedeva nel PRG, in cambio di un crossodromo per almeno 25 anni, e finchè il gestore non sarà rientrato delle spese per allestirlo e costruire la palestra.
Non ci stiamo a perdere questo polmone verde a Casette e ad assordare di rumore chi gioca a golf o a tennis o si rilassa in piscina. Ricordiamo che tutta la zona è stata sede di inquinamento del suolo, è stata bonificata, ma non sappiamo fino a quale profondità: vi sembra il posto giusto per sollevare terra con il cross e smottare terra per fare le piste?
Noi di liberinsieme vogliamo mantenerla verde o attrezzata per una pluralità di sport, anche da praticare liberamente, e che non prevedano cementificazioni.
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Cultura, tradizione e turismo

– Promuovere Legnago come “Città Slow”: per le politiche ambientali che mantengano e sviluppino le caratteristiche della zona, con infrastrutture che servano a valorizzare il territorio, e non solo ad occuparlo; per un uso delle tecnologie che migliori la qualità dell’ambiente e del tessuto urbano; per i prodotti alimentari ottenuti con tecniche naturali e senza OGM, con tutela delle produzioni tipiche in difficoltà; perché si salvaguardino le produzioni che hanno radici nella cultura e nelle tradizioni locali; perché si promuova la qualità dell’ospitalità e l’educazione al gusto dei giovani e della scuola. Oltre a mantenere le tradizioni, Legnago Città Slow attrarrebbe i turisti a vantaggio di tutte le attività di commercio già presenti.
– riqualificazione ed incentivo all’utilizzo del parco di Legnago. Strutture polivalenti di tipo “leggero”, per un utilizzo più ampio (concerti di intrattenimento, spazi di incontro, manifestazioni annuali, quali la corsa campestre, la fiera del verde…., incontri pubblici all’aperto …..) rispetto allo stato attuale. Come nei parchi pubblici inglesi, oltre che camminare e rilassarsi nel verde, c’è la possibilità di essere intrattenuti da musica e piccoli spettacoli
– Mettere in rete le offerte culturali e rivalutare le caratteristiche storiche e artistiche della città: in particolare per le biblioteche e il museo archeologico riorganizzare tutto il servizio (garantendo il funzionamento delle biblioteche senza sovrapposizioni e riportando i dipendenti comunali a fare il loro lavoro in comune) e la gestione delle spese (per prima cosa, attraverso il patto dei sindaci e i relativi fondi europei, ristrutturare il folle sistema di riscaldamento/raffrescamento del museo archeologico in modo da ridurre lo spreco di denari ed energia che oggi comporta)
– Quadrilatero e scavi: studiare una modalità di accesso agli scavi ricoperti, per visitarli e creare piccolo flusso di visitatori e gite scolastiche
– Valorizzare l’edilizia storica locale con accordi con i proprietari e istituzionalizzare le piccole organizzazioni già presenti. Ciò potrebbe costituire un primo strato di consapevolezza sul nostro territorio.

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Dal sito di Liberinsieme

B lettera

Bandi di gara

La pubblica amministrazione può spendere meglio per i propri acquisti inserendo nei bandi di gara vincoli di vario tipo (ambientali, sociali, per la sicurezza): avremo produzioni migliori per l’ambiente e il sociale, e ridurremo anche la spesa pubblica (meno costi per riparare i danni ambientali e quelli alla salute o meno spesa per l’energia)..
– i bandi possono servire anche per contribuire alla trasparenza e dire “Basta!” alle scandalose spartizioni e delle lottizzazioni nelle commissioni comunali e nei C.d.A.: va pubblicizzato al massimo l’avviso per qualsiasi nomina presso Enti, Consorzi, Comunità/Società pubbliche o a partecipazione pubblica e Commissioni, in modo che tutti i cittadini (e non solo amici e conoscenti) possano presentare la candidatura; nel bando devono esserci tutti i requisiti necessari a graduare per punteggio i curricula, che poi possono essere vagliati da un comitato di garanzia, scelti per merito ed anche per estrazione per garantire la rotazione. Vogliamo persone competenti e non parenti!
– per sostenere l’impresa locale proponiamo “Appalti a chilometro zero”: un regolamento per la disciplina delle gare di appalto pubbliche che, a determinate condizioni di qualità ed efficienza, favorisca le aziende residenti sul territorio
– per favorire le imprese locali di piccole dimensioni, proponiamo di modificare il sistema degli appalti comunali di un cero peso. Oggi sono banditi in modo tale che ci sia solo un’azienda vincitrice. Il risultato è che le vincitrici sono solo le aziende più grandi, che diventano sempre più grosse, mentre le altre scompaiono, e scompare anche la concorrenza. La proposta è di fare bandi frazionandoli in base alle singole attività richiese in modo da favorire l’assegnazione ad aziende locali e di piccola dimensione. Ne usciranno anche importanti risparmi
– promuovere con appositi bandi le reti di impresa, formate da ditte locali che possano affiancare gli appaltatori delle opere pubbliche che interverranno nel nostro territorio.
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Biblioteche

– proponiamo di riorganizzare tutto il servizio delle biblioteche e del museo archeologico (garantendo il funzionamento delle biblioteche senza sovrapposizioni di orario e riportando i dipendenti comunali a fare il loro lavoro in comune) e la gestione delle spese (per prima cosa, attraverso il patto dei sindaci e i relativi fondi europei, ristrutturare il folle sistema di riscaldamento/raffrescamento elettrico del museo archeologico in modo da ridurre lo spreco di denari ed energia che oggi comporta: 90.000 euro l’anno)
– L’orario delle biblioteche deve essere adatto agli studenti universitari e a chi lavora, compresa la pausa pranzo,
– Le biblioteche devono essere svecchiate: non solo libri cartacei, ma possibilità di tablet per articoli e testi on line.
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Bilancio socio-partecipato

E’ il sistema che il comune di Capannori (comune virtuoso di 45.000 abitanti sparsi in frazioni) ha escogitato per garantire la rappresentatività alle frazioni, ma senza appesantire o rallentare la macchina comunale.
Si scelgono per estrazione e con interviste telefoniche dei delegati per ogni frazione, nel numero complessivo di una cinquantina, proporzionali agli abitanti di ogni frazione, cui va aggiunta una rappresentanza dei disabili e dei migranti.
Essi vengono informati del bilancio e delle ragioni delle scelte operate dall’amministrazione, sollecitati a costruirsi un’opinione su temi amministrativi da affrontare (secondo precise e sperimentate metodologie di comunicazione) e guidati ad esprimere uno o più progetti in gruppi allargati, progetti che saranno poi vagliati dalla giunta comunale.
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Biogas

Le centrali a biogas non sono sostenibili perché sottraggono suolo fertile alla produzione di cibo, hanno bisogno di scarti di paglia ecc. per ovviare alla consistenza del liquame proveniente da allevamenti industriali con polli ai sulfamidici e agli antibiotici, nel digestore a quella temperatura si creano batteri resistenti, che poi passano nel digestato e finiscono nelle colture, tipo insalata, con batteri killer.
E sono un grande inganno: la produzione agricola viene considerata energia rinnovabile, anche se ha un rendimento bassissimo, grazie agli incentivi statali.
Ma è anche il colpo di grazia per un’agricoltura di qualità: così si abbattono i frutteti, le orticole e le siepi che facevano delle nostre campagne un giardino, sostituendoli con colture estensive in un territorio come quello italiano che, a parte la pianura padana, non ha i grandi spazi di altri paesi.
Per questo siamo contrari ad appoggiarle, a meno che non siano per allevamenti piccoli, e controllati.
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Biologico

L’agricoltura biologica garantisce la qualità dei cibi, la salute dei cittadini, e l’ambiente. Perché toglierla dalle mense scolastiche per risparmiare 14.000 euro, salvo spenderne poi 18.000 per le luminarie natalizie?
Proponiamo una gestione più complessa delle mense, a cominciare da quelle scolastiche ma da estendere anche a quelle ospedaliera e aziendali, in cui si progetta una filiera locale di qualità per garantire nello stesso tempo gli utenti e il lavoro agricolo, con tempi e produzioni programmate, e un ripensamento dei menù nella direzione di una cucina mediterranea e di tradizione. Più qualità, alimentazione più sana, meno spese.
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Biomassa

Sulla nocività per la salute e per l’ambiente degli inceneritori a biomassa non abbiamo dubbi, tanto che abbiamo lottato contro il progetto di quella di via Ponzina a San Pietro, proposta dall’amministrazione Gandini (Rettondini e alcuni suoi assessori, allora erano consiglieri di opposizione e non votarono contro) e portata avanti dall’amministrazione Rettondini. Molti cittadini ci hanno appoggiato ed aiutato in quest’azione, e hanno firmato contro la centrale. Ma il sindaco e i consiglieri Lega-Pdl in consiglio comunale hanno votato a favore della biomassa.
Evidentemente le tanta firme raccolte e la richiesta di presentarle in Regione, l’appello rivolto da Liberinsieme in consiglio comunale all’assessore alla salute Coletto, la diffida dell’Avv. Ceruti (pagato dai cittadini in una colletta), l’affollatissimo intervento del Dott. Valerio dell’Istituto Tumori di Genova in sala civica, hanno pesato, e il consiglio regionale con una mozione di cui ringrazieremo sempre il consigliere PD Bonfante, ha posto la parola FINE a questo progetto, visto che a distanza di 1 anno e mezzo non se ne è più saputo nulla, ed è sparito dal programma annuale dell’assessore all’ambiente Lorenzetti, suo strenuo fan.

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Bambini

Liberinsieme si attiverà per
* Rivalutare la voce dei più piccoli che non hanno possibilità di aver rappresentanza politica, partendo dal presupposto che una città amica dei bambini è una città nella quale starebbero meglio tutti, perché basata sull’attenzione alle persone e alle loro esigenze.
Ma è anche una città che fa prevenzione dei tanti disagi, insuccessi scolastici e disturbi ansiosi degli adolescenti, che non sono cresciuti sulle strade e nelle piazze e si ritrovano senza addestramento alla relazione e impreparati a gestire le difficoltà.

* Riqualificazione dello spazio pubblico: che strade, piazze e spazi verdi siano accessibili ai bambini, con percorsi sicuri, con una qualificata presenza di “tutori” e animatori (pensiamo ai nonni in pensione) a difesa della presenza dei bambini.
E dietro a questo vanno tutti le azioni di tutela che proponiamo: verde, aria e acqua pulite, meno cemento e meno traffico.

* Siamo orgogliosi di aver contribuito, con l’azione di informazione da noi fatta in consiglio comunale, AL RIPRISTINO DELL’ACQUA MINERALE NELLE MENSE SCOLASTICHE, che i nostri illuminati amministratori avevano sostituita con l’acqua di acquedotto proprio quando siamo venuti a conoscenza dell’inquinamento da PFAS, che è più pericoloso per bimbi e donne gravide.

* Maggiore qualità nelle mense scolastiche: perché devono ingurgitare frutta, verdura, ecc. piena di pesticidi, cioè di veleni, quando c’è l’alternativa del biologico?

* Ritorno alla merenda quotidiana! Perché è stata tolta?

Giochi-da-Fare-allAperto-per-Bambini

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Autonomia alimentare

Il suolo è un bene comune e una risorsa naturale fondamentale della Nazione.
Ma è la politica locale che ne ha in mano il controllo ed è nella politica locale che gli interessi economici lo usano e lo distruggono.
La cementificazione è terribile perché per riportare il cemento a verde o a suolo coltivabile non basta la vita di un uomo: il cemento è per sempre!
E il terreno soffocato dal cemento non dà più ricchezza: non dà più cibo, non dà più legno, ci toglie l’autonomia alimentare proprio alla fine dell’era del petrolio; quando non ci sarà più modo di importare, mangeremo cemento?
Pensiamo che sia necessario e non più rinviabile il censimento del patrimonio edilizio esistente e, sulla base di quei dati (misurati in termini di metri cubi cementificati, di abitazioni vuote e di capannoni liberi), riconsiderare i piani urbanistici di Legnago.
Vogliamo che a Legnago si produca tutto il cibo per i legnaghesi.
Riteniamo una VERGOGNA che questa amministrazione abbia approvato le 200 domande di privati per CEMENTIFICARE 2 MILIONI DI MQ di terreni che nel piano regolatore erano previsti NON PRODUTTIVI O NON EDIFICABILI:
230 ettari, 750 campi veronesi o, se più vi piace, 330 campi da calcio BRUCIATI con un solo atto amministrativo.

cementificazione-web

Siamo per il rispetto del piano regolatore e abbiamo votato contro tutte le 35 e più varianti dell’amministrazione Rettondini per cementificare dove era previsto verde.
Con Don Bizzotto diciamo che ogni metro quadro coltivabile tolto alla Terra è un furto ai bambini che nasceranno e una perdita secca di autonomia alimentare per i legnaghesi.

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