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Archive for the ‘LIBRI’ Category

Il lupo è la radura dell’anima umana … svela ciò che rimane nascosto nelle storie che raccontiamo su noi stessi” scrive Mark Rowlands nel libro Il lupo e il filosofo.

Non si tratta di un libro che si possa “raccontare”. Ciò che possiamo “descrivere” sono i momenti in cui lo scrittore narra le “avventure” di Brenin. Il resto è un “sogno” che ci aiuta a “diventare” lupi, ritrovando nell’animo umano ciò che il lupo può insegnare.

“E il lupo ci dice che ciò che conta nella vita non è mai una questione di calcolo. Ci ricorda che ciò che ha davvero valore non può essere quantificato o barattato. Ci rammenta che a volte dobbiamo fare ciò che è giusto, quali che siano le conseguenze“.

“Tu sei molte cose. Ma il tu più importante non è quello che ordisce complotti: è quello che resta dopo che sono falliti. Il tu più importante non è quello che si compiace della sua astuzia: è quello che resta quando l’astuzia ti lascia per morto. Il tu più importante non è quello che cavalca la fortuna: è quello che resta quando la fortuna ti gira le spalle”.

lupo

È quando tutto pare perduto che una donna/un uomo svela la sua natura. In quel momento ognuno di noi mostra, usando una vecchia metafora, di che “pasta” è fatto.  Posso garantire che chi comunque risulta anche solo un poco “lupo” è destinato alla solitudine e all’incomprensione in un mondo come il nostro, popolato per lo più di “scimmie”… convinte che l’altro sia come loro, una “scimmia”… che riduce “le cose della vita a una questione di analisi costi-benefici”.

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Nel 1992, Daniel Pennac scrisse un saggio, dal titolo “Comme un roman”, in cui stilò un decalogo sui “diritti imprescrittibili del lettore”.

In fatto di lettura, noi lettori ci accordiamo tutti i diritti, a cominciare da quelli negati ai giovani che affermiamo di voler iniziare alla lettura.
1. Il diritto di non leggere
2. Il diritto di saltare le pagine
3. Il diritto di non finire il libro
4. Il diritto di rileggere
5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
7. Il diritto di leggere ovunque
8. Il diritto di spizzicare
9. Il diritto di leggere ad alta voce
10. Il diritto di tacere

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Il punto 6 mi piace in particolar modo.

Pennac descrive il “bovarismo” come
“la soddisfazione immediata ed esclusiva delle nostre sensazioni: l’immaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il cuore che si accende, l’adrenalina che sprizza, l’identificazione che diventa totale e il cervello che prende (momentaneamente) le lucciole del quotidiano per le lanterne dell’universo romanzesco…”.

La lettura come mezzo per staccarsi dalla realtà e guardarla da altre angolazioni è il mio “salvagente”.
Ecco, a volte, un libro è stato il mio salvagente.
A volte infatti sono stata talmente male da decidere di non condividere nulla del mio dolore con altri esseri umani…

È stato leggendo e scrivendo che le due malattie che ho incontrato negli ultimi anni, il cancro e la depressione, si sono trasformate da cattivi incontri in possibilità di “percorsi alternativi”, in “lanterne” sul cammino da percorrere.

Dopo il tumore al seno mi gettai su Balzac e Stendhal.
Dopo il primo incontro con la depressione, ripresi la lettura con Lo stralisco, di Roberto Piumini.
Il piccolo Madurer e Sakumat mi fecero ritrovare la gioia dell’abbandono al mondo dell’altro da me.

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Il libro credo risalga agli anni ’50.
È illustrato da F. Baldi.
Le immagini non sono molto belle, ma mi ha fatto tenerezza in copertina il viso sognante della giovane rappresentata.

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Il libro porta in copertina e sul retro disegni di Maria Augusta Cavalieri (1900-1982), un’illustratrice fiorentina poco conosciuta, nonostante la soavità delle sue immagini.
Risulta essere la prima illustratrice donna di Pinocchio.

Il libro fa parte della collana Biblioteca dei miei ragazzi della casa editrice Salani.

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Il libriccino titolato La bella addormentata porta sul retro la pubblicità de La crema fina per calzature Tana Soc. An. Lavoraz. Cera – Milano.
Si tratta di un prodotto pubblicitario.
Porta internamente altre quattro immagini a colori.
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Lo stesso vale per Pollicino che, sul retro porta la pubblicità di una pasta dentifricia per bambini sempre della ditta Tana.
I bimbi rappresentati sono carinissimi!

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Ho trovato ieri a un mercatino un altro libro della collana I romanzi della rosa, titolato La scelta di Sonia.
La copertina porta un’illustrazione di Alberto Micheli Pellegrini: stupenda!

Rubino Mildred Ayres, scrittore inglese, definito dalla Oxford Dictionary of National Biography “uno dei più popolari e prolifici romanzieri romantici del ventesimo secolo”, iniziò a pubblicare poco prima della seconda guerra mondiale e prodUSSE circa centocinquanta titoli. Fu anche giornalista e scrittore di racconti.

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Dal risvolto di copertina:
“… confessa lo stesso Márai nella sua premessa in forma di burlesca autodifesa, «non si può pretendere da uno scrittore che se ne vada in giro perennemente in abito togato, che assuma sempre pose tragiche»: arriva un momento in cui questi «non ha più alcuna voglia di restare fedele al genere umano», e – sfidando lo sdegno dei «profeti dal volto arcigno» che lo esortano a dedicarsi ai gravi problemi che affliggono l’umanità – decide di scrivere la storia di un cane.
Il cane che il «signore» regala alla «signora» la vigilia di Natale, ancora sudicio di fango e paglia, ha un pedigree quanto mai incerto e un gran brutto carattere: non è quel che si dice una bestiola mansueta, e dimostra sin dalla più tenera età una radicale insofferenza per qualsiasi disciplina.
E sarà proprio a causa del suo caratteraccio se i rapporti fra lui e il signore, inizialmente improntati a una virile, calda complicità, giungeranno a un epilogo inatteso – e tutt’altro che edificante. Sfuggendo a ogni forma di sentimentalismo, e perfettamente conscio dell’ipocrisia che c’è molto spesso nel cosiddetto «amore per gli animali», Márai ci regala un piccolo capolavoro, pieno di vivacità e ironia, e un personaggio, il cane Truciolo, vero e forte, uno di quelli che non si dimenticano facilmente. Scritto nel 1932 e riedito nel 1940, Truciolo è uno dei libri in cui più apertamente si manifesta la vena autobiografica di Sándor Márai (1900-1989)
”.

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Non ho riconosciuto nel libro il “piccolo capolavoro” descritto sopra.
Certo la scrittura di Màrai incanta, ma qui appare ripetitiva e “arcigna”.
Màrai non solo rifugge “ogni forma di sentimentalismo” e “ipocrisia”, ma ci descrive un “padrone” non degno di un cane, un uomo che si definisce superiore e parla, senza conoscerlo, di un “legame esclusivo tra cane e padrone secondo misteriose e immutabili leggi naturali”.
Il padrone di Truciolo è un uomo che mai avrebbe dovuto decidere di acquistare un cane.
Il cane Truciolo è invece un personaggio che non si dimentica. Non si può dimenticare.
Per lui il libro val la pena d’essere letto.

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Ho scoperto da poco il romantico mondo del romanzo rosa di cui si possono trovare informazioni dettagliate e curiosità nel sito http://www.letteraturadimenticata.it.
Mi hanno incuriosito in particolare le immagini di copertina di alcuni volumetti della collana I romanzi della rosa dell’editore Salani.
A mercatini vari ho acquistato alcuni di questi libri dedicando la ricerca in particolare ai testi di Delly.

Delly è uno pseudonimo collettivo, adottato da Jeanne-Marie Petitjean de la Rosière e Frédéric Petitjean de la Rosière.
I romanzi di Delly furono popolari fra gli anni Dieci e gli anni Cinquanta, tanto che alcuni di essi si collocano fra i più grandi successi editoriali dell’epoca.

nelle tue mani

Nelle tue mani,
titolo originale Aélys au cheveux d’or

l'erede dei duchi di Sailles

L’erede dei duchi di Sailles,
titolo originale L’héritier des ducs de Sailles

il mistero di ker even

Il mistero di Ker-Even II,
titolo originale Le mystère de Ker-Even II

le ombre

Le ombre,
titolo originale Les ombres

la casa del giglio

La casa del giglio,
titolo originale La maison du lis

Alberto Micheli Pellegrini è autore di alcune di queste copertine.
Allievo di Giovanni Fattori, si dedica alla pittura e in seguito diviene celebre nel ritratto femminile. Non disdegna la grafica e l’illustrazione ed è uno dei più attivi collaboratori di diverse case editrici, in particolare Salani, per il quale esegue le immagini in antiporta della maggioranza assoluta dei volumi della Biblioteca delle Signorine, sia la prima versione sia la seconda¹.

A differenza che nel romanzo popolare e nel feuilleton, nel romanzo rosa il finale è lieto…
Sarà anche un po’ melenso come genere, ma mica si può sempre piangere.

¹ http://www.letteraturadimenticata.it

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Il libro è una versione dall’americano di Angiola M. Agosti.
I disegni, assai graziosi, sono opera di Manuel Barbato.
L’immagine di copertina è di Carla Ruffinelli ed è a mio parere bellissima.
Ho trovato il volumetto al mercatino di Gonzaga e non ho potuto non acquistarlo.
Le condizioni sono abbastanza buone.
Guardate Amy nel disegno di Barbato…

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Io trovo il tratto incantevole…

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Ancora una fiaba di Oscar Wilde.
Le illustrazioni sono di Carla Ruffinelli.

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