Feeds:
Commenti

Archive for the ‘CONSIGLI SPICCIOLI PER REAGIRE ALLA CRISI’ Category

Volantino 1

Tra tutti i volantini ricevuti questo mi è parso il più sobrio, fatta eccezione per la citazione, che definirei “bambinesca”, di “estrema sinistra” a rappresentare l’opposizione.

Mi rimane il dubbio di cosa si intenda per “legnaghese” e mi domando se la mia famiglia lo sia…

Volantino 2

Questo volantino a mio parere è invece di cattivo… pessimo gusto, anche se patetico. Trovo volgaruccio il verbo “scannare”, più adatto a un macello che ad altro. Bella anche se contraddittoria la citazione, – “autobiografica” immagino, – della corsa alle poltrone, o meglio, careghe…

Mi resta il solito dubbio sul termine “legnaghese”: effettivamente Clara e Tommaso non abitano proprio in centro e forse non si possono considerare indigeni… Sarà per questo che non sono adatti come candidati per Legnago?! Del domicilio di Paolo non ho ubicazione geografica precisa…

Volantino 3

Con questo volantino il fondo si tocca.

L’idea di scorporare dal contesto la fotografia che immortala Claudio con i tre “senza volto” sarebbe patetica… se non fosse maliziosa e disonesta. Fortunatamente il responsabile della Verbena, l’associazione che organizzò l’evento, ha chiarito la provenienza delle fotografia e smascherato la malafede di chi ha cercato di usarla…

Definire i “non nativi” di Legnago “altri” è razzismo allo stato puro, dunque ingiustificabile.

Si cita ancora l’estrema sinistra… Comico…

La frase “Chi vota Scapin spegne Legnago” con riferimento alle luminarie di Natale… banale e ancora patetica. Come patetico è il riferimento a “impegni scritti” che questi signori hanno preso per i primi 100 giorni.

Perché “primi”?

‘Sti impegni non li potevano raggiungere mentre erano a capo del Comune?

Annunci

Read Full Post »

Per chi non ne fosse a conoscenza, la denuncia e il “tentativo” di riconoscimento di una malattita di sospetta origine professionale seguono un iter particolare e si articolano in una serie di “passaggi” che paiono avere il solo e unico scopo di prendere il lavoratore per sfinimento, soprattutto – mi azzardo a scrivere, – se trattasi di malattia che definirò “importante”.

La divisione in malattie tabellate o non tabellate è meramente formale e non ha nessuna valenza concreta sulle “procedure”, dunque il fatto che una malattia sia tabellata non modifica, nella maggior parte dei casi, il destino di tribolazioni cui il lavoratore dovrà, ahimé, rassegnarsi.

Una delle fasi del’iter dicasi “collegiale medica”: a questa fase il lavoratore è costretto, dopo che l’Inail – come di prassi accade (vedi statistiche),- riceve il primo diniego dall’Ente. Alla Collegiale, ci si presenta con un medico legale ( a spese del lavoratore!). Dopo un breve colloquio con il medico incaricato dell’Inail in presenza del proprio medico legale, il lavoratore viene invitato ad attendere fuori il successivo diniego. Solo a quel punto, si può fare ricorso al giudice…

Di seguito la lettera che ho scritto al rappresentante dell’Inail dopo la collegiale che mi ha visto tra gli “attori”…

ts2196v3-88

Gentile Dottore, pur ammettendo la Sua gentilezza, che comunque nulla ha a che vedere con la cordialità e l’empatia che ogni medico dovrebbe essere capace di mostrare nei confronti  dell’utente, mi trovo costretta per desiderio di chiarezza a farLe presenti un paio di questioni riguardanti la Collegiale cui, ahimé, ho dovuto presenziare in data … presso la sede Inail di …

Le premetto che sapevo già si sarebbe trattato di una farsa a cui le/i disgraziate/i (per modo di dire) come me sono costretti da un apparato amministrativo-burocratico malato. Farsa nella quale comunque la maggior parte di Voi recita la propria parte senza apparentemente battere ciglio…

So bene che l’apparato di cui Lei è parte è una forma legalizzata di presa per i fondelli del lavoratore che spera ancora di poter arrivare a una qualsiasi “reale” forma di tutela sul lavoro: del resto il Vostro ente vanta fior fiore di corsi per la sensibilizzazione sull’argomento.

I plichi di documentazione che ci costringete a consegnarVi valgono quanto la carta straccia e come tale immagino verranno trattati: impilati su tavoli e ripiani e intonsi.

So bene anche, – ne sono prova i post che ognuno può vedere sui siti di medici competenti, autorizzati, legali, – che molti vedono nel lavoratore che rivendica un diritto un opportunista pronto ad approfittare di chissà quali vantaggi.

So bene infine di non essere, come ogni altro lavoratore che a Voi si rivolge, niente altro che un numero, una noiosa pratica da chiudere nel minor tempo possibile.

Lei mi ha accusato di non aver “letto bene” la normativa riguardante l’obbligo di denuncia delle malattie tabellate di sospetta origine professionale.

Se ciò fosse vero, non sarei ora qui a scriverLe e avrei ammesso la mia ignoranza, ma purtroppo conosco, a questo punto azzardo… forse anche meglio di Lei, la normativa e ho letto e leggo ogni pubblicazione man mano pubblicata da voi dell’Inail e non solo.

Lei, con una certa ironia, si è pure permesso quasi di deridermi per la mia attenzione a mantenere comportamenti professionali precisi nello svolgimento del lavoro, visto che su “7 ero la sola”, chiedendomi addirittura infine se ciò potesse avere un senso, dato il comportamento “diverso” di altri.

Diceva Gandhi: “A volte essere in minoranza è un privilegio”.

Ora, a rischio di apparire arrogante e superba, mi sento di dirLe che il senso di responsabilità, del dovere e dell’onore, il rispetto morale per se stessi e per l’altro, la dignità e il coraggio o si hanno o nemmeno si sa che esistano o si scansano per far solo ciò che è più comodo, giustificando così l’ignavia che prepotente può dominare l’uomo.

Le persone il cui esempio mi guida e sostiene da sempre, primi i miei genitori, non sono persone “vincenti” secondo il comune pensare. A loro mi ispiro e lo faccio non solo per me stessa, ma per le mie figlie, per poter dimostrare loro che ciò che conta sono la coerenza, la tenacia, la capacità di operare per un bene che va oltre noi stessi e può contribuire anche con briciole ad aprire nuovi percorsi per un futuro migliore.

Il comportamento corretto e responsabile nel quotidiano, e dunque anche sul posto di lavoro, dovrebbe essere un dovere, soprattutto per chi opera nelle Pubbliche Amministrazioni e a servizio, come nel mio caso, dei malati.

L’ignoranza e la cieca obbedienza a ordini “superiori”, senza il filtro di scienza , coscienza e di una Legge morale, hanno portato il nostro Paese allo stato attuale di degrado. L’ignavia inoltre, la connivenza e l’individualismo di troppi hanno creato e creano il substrato per ogni sorta di atti illegali, soprusi, vessazioni e corruzione.

Io vorrei andarmene da questo mondo con la coscienza pulita di chi almeno ha tentato di contrastare questo degrado.

Sono fiera di potermi paragonare al colibrì citato nella storiella durante il colloquio.  Quando, come tutti, arriverò alla resa dei conti, spero dunque di poter dire che a essere “giusta” ho almeno tentato, facendo “la mia parte”, per quanto infinitesimale essa possa essere stata.

Detto ciò, di seguito alcuni riferimenti legislativi, tratti dal sito dell’Inail.

Obblighi in capo al medico nel momento in cui pone diagnosi di malattia la cui eziologia potrebbe essere “professionale” o “lavoro-correlata”:

 > referto all’Autorità Giudiziaria ex artt. 365 c.p. e 334 c.p.p.;

 > denuncia all’Ispettorato del Lavoro ai sensi dell’art. 139 del D.P.R. 1124/1965;

> certificazione ai sensi dell’art. 53 del D.P.R. 1124/1965 per le malattie professionali nell’industria;

 > certificazione-denuncia ai sensi dell’art. 251 del D.P.R. 1124/1965 per le malattie professionali in agricoltura;

 > segnalazione all’ISPESL, tramite i Centri Operativi Regionali (COR), ex art. 244, comma 2, D.Lgs 81/2008, delle neoplasie ritenute attribuibili ad esposizioni lavorative ad agenti cancerogeni;

 > trasmissione all’ISPESL, ex art. 281, comma 2 D.Lgs 81/2008 dei casi di malattie o di decessi causati da esposizione lavorativa ad agenti biologici;

 > comunicazione all’Ispettorato del Lavoro e agli organi del Servizio Sanitario Nazionale, ex art. 92, comma 2, D.Lgs 230/1995 e s.m.i., delle malattie causate da radiazioni ionizzanti;

> trasmissione all’ISPESL, ex art. 92, comma 3, D.Lgs 230/1995 e s.m.i., dei casi neoplasie ritenute causate da esposizione lavorativa a radiazioni ionizzanti.

Sia nel caso di certezza diagnostica o solo sospetto di malattia professionale deve essere sporta la denuncia della malattia da parte del medico competente.

Compito del medico competente è quello di compilare il certificato medico di malattia professionale, che il lavoratore dovrà consegnare al proprio datore di lavoro entro i 15 giorni successivi dalla dichiarazione ufficiale della patologia.

Entro i 5 giorni successivi alla consegna del certificato medico di malattia professionale consegnato al datore di lavoro, quest’ultimo dovrà trasmettere all’Inail la denuncia di malattia professionale.

Il medico competente ha invece l’obbligo di denunciare la malattia professionale all’Ufficiale di Polizia Giudiziaria della ASL competente per il territorio, obbligato a inviare, a sua volta, il referto all’Autorità Giudiziaria.

Grazie alla segnalazione della malattia professionale, come del resto dell’infortunio, all’Autorità competente, si innesca un meccanismo di prevenzione e controllo dei luoghi di lavoro per arrestare o limitare i rischi che determinano eventi accidentali e dannosi per il lavoratore.

Obbligo del medico competente è inoltre l’invio del primo certificato medico di malattia professionale all’INAIL.

Ogni medico che effettua la denuncia è tenuto a riportare nella stessa, limitatamente alle malattie della lista I e della lista II, il relativo codice identificativo.

Art. 139D.P.R. 1124/1965

E’ obbligatorio per ogni medico, che ne riconosca l’esistenza, la denuncia delle malattie professionali, che saranno indicate in un elenco da approvarsi con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale di concerto con quello per la sanità, sentito il Consiglio superiore di sanità.
La denuncia deve essere fatta all’ispettorato del lavoro competente per territorio, il quale ne trasmette copia all’Ufficio del medico provinciale.
I contravventori alle disposizioni dei commi precedenti sono puniti con l’ammenda da lire mille a lire quattromila.
Se la contravvenzione è stata commessa dal medico di fabbrica previsto dall’art. 33 del decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, contenente norme generali per l’igiene del lavoro, l’ammenda è da lire ottomila a lire quarantamila.

II codice di procedura penale colloca l’istituto del referto nell’ambito delle notizie di reato obbligatorie aventi come destinatario l’Autorità Giudiziaria. L’art. 365 c.p. recita

“chiunque, avendo nell’esercizio di una professione sanitaria prestato la propria assistenza od opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto pel quale si debba procedere d’ufficio, ometta o ritarda di riferirne all’Autorità indicata…è punito…”.

Il delitto colposo è perseguibile d’ufficio in caso di lesione personale grave o gravissima

(art. 583 c.p.) conseguente a “violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all’igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale” (art. 590 c.p. modificato dall’art. 92 della Legge 689/1981).

Le malattie correlate al lavoro, pertanto, se di durata superiore ai 40 giorni o integranti l’indebolimento di un senso o di un organo, rientrano nelle previsioni del vigente codice penale, agli artt. 583 e 590 e, di conseguenza, il medico che pone diagnosi certa di una malattia la cui origine, tenuto conto dello stato attuale delle conoscenze  scientifiche, potrebbe essere lavorativa, ha l’obbligo di inoltrare referto all’Autorità Giudiziaria, quindi, direttamente al Pubblico Ministero o anche attraverso Ufficiali di Polizia Giudiziaria..

Cordiali saluti

Rosa Noci

P.S.

Non v’è cosa più facile che trarre in inganno un uomo dabbene: chi non mente mai è disposto a credere qualunque cosa, e chi non ha mai ingannato è sempre pieno di fiducia.

Baltasar Gracián y Morales, Oracolo manuale e arte della prudenza, 1647

Read Full Post »

Dal sito di Liberinsieme

deufonica

Digitale (Legnago città digitale)
Siamo attentissimi alle innovazioni tecnologiche, perché più EFFICIENZA significa MENO consumi, PIU’ RISPARMIO, MENO inquinamento.
Quindi non solo nuove tecnologie e materiali perché le case non siano più dei secchi bucati che perdono calore, ma anche nuove tecnologie digitali, che prevedono:
– il cablaggio della città e delle frazioni, da cominciare ad attuare senza spese ogni volta che si scava per qualche altro motivo
– WIFI libero solo nelle zone dove i cittadini stazionano per tempo limitato, ad esempio nel cuore del parco
– illuminazione pubblica, come si fa a Prato, dove si è realizzato un impianto che promette un risparmio energetico sull’illuminazione pubblica del 35%, capace di generare un considerevole risparmio economico
– documenti on line per far risparmiare tempo ai cittadini e denaro al comune, come ha fatto Reggio Emilia
– mettere in rete i dati anagrafici in modo che le pubbliche amministrazioni possano accedervi in tempo reale, come ha già fatto Bovolone
– possibilità di prenotare il servizio in accordo con l’ente per ridurre i tempi di attesa, con risposta via sms o on line
– per i rifiuti, come fanno a Capannori: un chip legge i sacchetti, è collegato ad un sistema elettronico negli ecocentri e così si paga solo per il rifiuto secco che si produce (e si riceve un rimborso per il differenziato che si ottiene).
@@@

Disoccupati
Proponiamo di istituire un Assessorato del Lavoro, per dare importanza e forza all’azione amministrativa.
IMPRESE LOCALI
– per sostenere l’impresa locale proponiamo “Appalti a chilometro zero”: elaborare un regolamento per la disciplina delle gare di appalto pubbliche che, a determinate condizioni di qualità ed efficienza, favorisca le aziende residenti sul territorio
– modificare il sistema degli appalti comunali di un cero peso. Oggi sono banditi in modo tale che ci sia solo un’azienda vincitrice. Il risultato è che le vincitrici sono solo le aziende più grandi, che diventano sempre più grosse, mentre le altre scompaiono, e scompare anche la concorrenza. La proposta è di fare bandi frazionandoli in base alle singole attività richiese in modo da favorire l’assegnazione ad aziende locali e di piccola dimensione. Ne usciranno anche importanti risparmi.
– incentivare l’avvio di nuove imprese artigianali utilizzando, se possibile, anche aree o
fabbricati dismessi con forme di comodato gratuito in cambio di lavori di sistemazione dell’area o della struttura
– indire un bando per una graduatoria di disoccupati residenti nel comune e con un determinato Isee per selezionare personale per lavori occasionali quali manutenzione di verde, personale di supporto per lavori presso il comune, ecc. e prevedere eventualmente una remunerazione con voucher.
LAVORO GIOVANI
– la sfida si gioca sul terreno dell’informazione, della formazione e dell’assistenza a favore del giovane: promuovere e sviluppare corsi di formazione professionale per le varie figure operanti nei vari settori lavorativi
– sostegno alla imprenditorialità giovanile attraverso l’applicazione delle leggi di settore
e l’assunzione dei PRESTITI D’ONORE
EDILIZIA: piccole opere = tanti posti di lavoro
Facciamo ripartire il settore edilizio LOCALE mettendo IN MOTO LE RISTRUTTURAZIONI. Progettisti, tecnici, artigiani e imprese (+ l’indotto) della zona possono lavorare ed essere pagati con il risparmio energetico. Tutto a costo zero per i cittadini, con finanziamenti da parte di ESCO o dall’Europa con il “Patto dei sindaci”(che prevede soldi per RISTRUTTURAZIONI che abbattono i CONSUMI ENERGETICI)
SUPPORTI ALL’AGRICOLTURA
– Meno burocrazia e più aiuti nelle pratiche, supporto alla filiera corta (più spazi al mercato e a costo minore, pubblicità), ritorno alle mense biologiche e alle MERENDINE POMERIDIANE nelle scuole, con nuovi appalti che privilegiano le aziende agricole locali raccordandole con le materie prime disponibili e le epoche giuste. Si costruisce una filiera locale che parte dalle aziende agricole della zona, da proporre anche all’ospedaliero e all’aziendale, e mettendo in rete le risorse locali
– Mantenere e valorizzare la produzione di qualità e locale attraverso la vendita a mercatini nelle frazioni.
nuove forme di lavoro in cooperazione
– Incentivarle mettendo in rete bisogni e aziende, sfruttando l’edificio 13 come casa delle associazioni e delle imprese, dove concretizzare la rete dell’associazionismo locale e promuovere scambi di competenze in campi lavorativi
– creare un elenco on-line dei profili professionali di disoccupati interagendo con le
Associazioni di rappresentanza degli imprenditori per favorire un interscambio occupazionale che tenga anche conto della stagionalità, con l’utilizzo di forme di lavoro diverse e di altre forme di sinergia tra imprese e lavoratori
– promuovere reti di impresa formate da ditte del territorio che possano affiancare gli appaltatori delle opere pubbliche che interverranno nel nostro territorio
– Orti urbani: il comune individua i lotti (500-600 mq) e le aree dedicate agli orti urbani, collegati da piste ciclabili e raggiungibili in maniera alternativa, deve dare l’acqua a pagamento, darli in assegnazione ad un costo simbolico e chi le coltiva si tiene il prodotto. Essendo luoghi pubblici usufruibili a tutti vanno banditi diserbanti e antiparassitari, privilegiando agricoltura bio, e si possono prevedere corsi e anche scambi tra prodotti o mercatini (come a Padova con il mercatino del tram). Si possono sfruttare come insegnamento per le scuole, favorendo anche il collegamento tra le generazioni.
@@@

Donne
Proponiamo una modalità di lavoro più che dei proclami:
rielaborare le voci di spesa del bilancio comunale, allo scopo di valutare quale parte vada a favore del genere femminile, e quale a favore di quello maschile (es. un campo da calcio è una spesa che privilegia il genere maschile, …)
In questo modo si legge e si programma l’azione politica in modo che sia rispettosa ed equa per entrambi i generi.

Read Full Post »

Dal sito di Liberinsieme

letterc1

Carta di Pisa

Per Liberinsieme la politica è servizio civico, Corruzione, penetrazione delle mafie negli enti locali, scandali e ladrerie dei politici: non li reggiamo più. I soldi pubblici servono per opere e servizi utili alla collettività, e non per mungere chicchessia. (Manifesto della carta di Pisa).
Ci sembra che un buon passo possa essere la proposta di “Avviso Pubblico”, che facciamo nostra: “Tutti coloro che si candidano a ricoprire un incarico politico pubblico devono farsi carico di tali questioni e impegnarsi pubblicamente per risolverle, mettendo in atto comportamenti concreti e responsabili, che mirino a ricostruire una cultura di legalità, di cittadinanza, di democrazia, di partecipazione, restituendo così credibilità alla politica”. In pratica, se eletti adotteremo la “Carta di Pisa”, il codice etico elaborato per gli amministratori locali che si propongono di rafforzare e di diffondere la cultura della legalità, della responsabilità e della trasparenza all’interno delle istituzioni.
Trasparenza, regali, clientelismo, conflitto di interessi, cumulo di incarichi, decisioni trasparenti, pressioni indebite, finanziamenti, rendicontazione, rapporti con i cittadini e con l’amministrazione, nomine in Enti, ecc., rapporti con i mezzi di comunicazione e con l’autorità giudiziaria, sanzioni in caso di inadempimento sono infatti le voci di questa Carta, che serve ad amministrare con imparzialità, disciplina e onore.
@@@
Casa di Riposo

Ci siamo opposti in questi anni sia alla ristrutturazione recente che ha mangiato una fascia del piccolo giardino presente, sia ai faraonici progetti di lottizzazione di Vangadizza, spacciati come funzionali alla costruzione di una casa di riposo nuova e più grande, con più posti letto. Il progetto Villa Pompei di Vangadizza, bocciato come avevamo predetto dai numeri (non ci sono soldi per pagare nuovi posti letto) era così poco attinente alla casa di riposo, che è stato riproposto dopo la bocciatura pari pari, lasciando il cemento e senza la casa di riposo. Siamo contrari anche ad una nuova edificazione di fianco all’ospedale: le vacche grasse sono finite da tempo, e non si possono bruciare soldi sudati con il lavoro dei cittadini e pagati in tasse, per dare lustro all’amministratore di turno. La nostra proposta è:
– che la casa di riposo rimanga lì dov’è e sia ristrutturata a stralci
– con l’avvio dei 60 posti e della nuova casa di riposo a Boschi Sant’Anna, probabilmente si risolverà anche il problema del centro Alzheimer; in caso contrario studiare una soluzione o accanto all’ospedale, o in collaborazione con i comuni limitrofi, per razionalizzare e ottimizzare le spese
– chiediamo particolare attenzione per l’accoglimento di coloro che non hanno risorse sufficienti per accedere alla casa di riposo e vivono una condizione personale e familiare di grande solitudine
– che i rappresentanti del Comune nel suo C.d.A. siano individuati per competenza e non per convenienza partitica.
@@@
Centrale nucleare

Le conseguenza di Fukushima, che chiunque può cercarsi nel web, parlano da sole, ma purtroppo Torretta (come altri siti nel Veneto) è una delle poche zone in Italia adatte alla localizzazione di una centrale nucleare, nel passato come nel futuro.
Nonostante che il fotovoltaico abbia ampiamente superato l’energia prodotta dalle 4 centrali nucleari programmate, ci aspettiamo nuove minacce tra qualche anno dalla lobby del nucleare, e garantiamo che, se venissimo eletti, ci metteremmo di traverso con tutte le nostre forze rispetto ad una proposta per Torretta.
Il nostro passato in prima fila nel comitato antinucleare garantisce.
@@@
Cittadini/partecipazione

· Garantire ai cittadini strumenti di partecipazione e controllo: possibilità di segnalazioni on line, referendum (a costo zero) su temi e scelte di particolare rilevanza, question time in consiglio comunale, video dei consigli comunali, sito del comune che diventi il punto di snodo delle proposte culturali, sociali e produttive che si svolgono sul territorio
· In particolare, per garantire rappresentanza alle frazioni, si propone un bilancio socio-partecipato, in modo che partecipino alle scelte programmatiche i rappresentanti di ogni frazione, scelti per estrazione e con interviste telefoniche, nel numero complessivo di una cinquantina di rappresentanti, proporzionali agli abitanti di ogni frazione -> vedi Bilancio socio-partecipato
· l’avviso per la formazione delle commissioni e dei C.d.A. va pubblicizzato al massimo, in modo che tutti i cittadini (e non solo amici e conoscenti) possano presentare la candidatura; i curricula vanno selezionati su requisiti prestabiliti come per un bando, graduati per punteggio, vagliati da un comitato di garanzia, scelti per merito ed anche per estrazione per garantire la rotazione, in modo da favorire al massimo la democrazia.
@@@
Consulenze esterne

Ridurre le consulenze esterne tramite un migliore impiego delle risorse umane interne e corsi di formazione al personale, con ricorso ad esterni solo in caso di effettiva incapacità di adempiere all’incarico.
Non solo tagli alle spese per i consulenti esterni (schizzate nel 2013 da 55000 a 83000 euro) ma anche maggiore trasparenza: attuare procedure di evidenza pubblica sulla base della valutazione dei curricoli e a rotazione.
@@@
Consumo di suolo

– Stop al consumo di suolo in due mosse: prima un censimento perché vogliamo sapere quante case e capannoni vuoti ci sono, e poi rivediamo la pianificazione.
Sta per essere approvato un Piano Assetto Territorio che brucerà 2 milioni di mq -330 campi da calcio-di suolo agricolo o verde, ed è prevista una mega lottizzazione a Vangadizza: ogni metro quadro coltivabile tolto alla Terra è un furto ai bambini che nasceranno e una perdita secca di autonomia alimentare per i legnaghesi
– ribaltiamo la politica dei parcheggi: meno consumo di suolo con i parcheggi (meglio un parcheggio in verticale)
– meno consumo di suolo anche per le strade: messa in atto di tutte le azioni possibili per contrastare il progetto dell’autostrada Nogara-mare, no al pedaggio sulla superstrada, cooperative per un trasporto alternativo che riduca il traffico di auto
– no preventivo a tutte le varianti al PRG e a tutti gli accordi di programma che brucino suolo agricolo o verde; nel piano regolatore sono state previste la aree edificabili, in modo che l’interessa dei privati non prevalga su quello della comunità: perché non si costruisce lì? Accetteremo varianti solo se viene recuperato il territorio con trasformazione di altrettanta area edificabile in area verde/agricola.
– mobilità sostenibile come condizione indispensabile per una migliore qualità di vita: quindi completamento della rete di piste ciclabili
– un percorso ciclabile SICURO va trovato per tutta la zona SINISTRA ADIGE: ci siamo battuti perché invece che spendere soldi per chiudere gli scavi, si usassero per la pista ciclabile per Canove; in mancanza di fondi ci sono progetti per tutelare comunque il ciclista dalle auto e per recuperare vecchie capezzagne o sentieri sterrati, vorremmo studiare il ripristino di quello del Capitello (da via Gattina)
– cercheremo tutti i mezzi per contrastare le scelte deleterie dell’amministrazione grigio-cemento di Rettondini, Longhi e Nalin: togliere le giostre dal parco e riportarle in zona stadio – bloccare il progetto del crossodromo vicino alla piscina e alla Corradina dove si va per rilassarsi e non per spaccarsi i timpani e portarlo in zona aeroporto – sottoporre il progetto del grattacielo a referendum se non si riesce a bloccarne l’iter.
@@@
Coppie di fatto

Le coppie di fatto sono le convivenze fuori dal matrimonio, oggi frequentissime tra le giovani coppie.
Proponiamo un registro delle coppie di fatto, per tutelare le unioni civili e favorire le pari opportunità rispetto alle unioni matrimoniali, l´integrazione e lo sviluppo nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio.
@@@
Crossodromo

E’ uno degli ultimi, sciagurati progetti di questa amministrazione e riguarda la vasta area tra la Corradina e la piscina: si farà costruire una piccola palestra in una zona che non la prevedeva nel PRG, in cambio di un crossodromo per almeno 25 anni, e finchè il gestore non sarà rientrato delle spese per allestirlo e costruire la palestra.
Non ci stiamo a perdere questo polmone verde a Casette e ad assordare di rumore chi gioca a golf o a tennis o si rilassa in piscina. Ricordiamo che tutta la zona è stata sede di inquinamento del suolo, è stata bonificata, ma non sappiamo fino a quale profondità: vi sembra il posto giusto per sollevare terra con il cross e smottare terra per fare le piste?
Noi di liberinsieme vogliamo mantenerla verde o attrezzata per una pluralità di sport, anche da praticare liberamente, e che non prevedano cementificazioni.
@@@
Cultura, tradizione e turismo

– Promuovere Legnago come “Città Slow”: per le politiche ambientali che mantengano e sviluppino le caratteristiche della zona, con infrastrutture che servano a valorizzare il territorio, e non solo ad occuparlo; per un uso delle tecnologie che migliori la qualità dell’ambiente e del tessuto urbano; per i prodotti alimentari ottenuti con tecniche naturali e senza OGM, con tutela delle produzioni tipiche in difficoltà; perché si salvaguardino le produzioni che hanno radici nella cultura e nelle tradizioni locali; perché si promuova la qualità dell’ospitalità e l’educazione al gusto dei giovani e della scuola. Oltre a mantenere le tradizioni, Legnago Città Slow attrarrebbe i turisti a vantaggio di tutte le attività di commercio già presenti.
– riqualificazione ed incentivo all’utilizzo del parco di Legnago. Strutture polivalenti di tipo “leggero”, per un utilizzo più ampio (concerti di intrattenimento, spazi di incontro, manifestazioni annuali, quali la corsa campestre, la fiera del verde…., incontri pubblici all’aperto …..) rispetto allo stato attuale. Come nei parchi pubblici inglesi, oltre che camminare e rilassarsi nel verde, c’è la possibilità di essere intrattenuti da musica e piccoli spettacoli
– Mettere in rete le offerte culturali e rivalutare le caratteristiche storiche e artistiche della città: in particolare per le biblioteche e il museo archeologico riorganizzare tutto il servizio (garantendo il funzionamento delle biblioteche senza sovrapposizioni e riportando i dipendenti comunali a fare il loro lavoro in comune) e la gestione delle spese (per prima cosa, attraverso il patto dei sindaci e i relativi fondi europei, ristrutturare il folle sistema di riscaldamento/raffrescamento del museo archeologico in modo da ridurre lo spreco di denari ed energia che oggi comporta)
– Quadrilatero e scavi: studiare una modalità di accesso agli scavi ricoperti, per visitarli e creare piccolo flusso di visitatori e gite scolastiche
– Valorizzare l’edilizia storica locale con accordi con i proprietari e istituzionalizzare le piccole organizzazioni già presenti. Ciò potrebbe costituire un primo strato di consapevolezza sul nostro territorio.

Read Full Post »

Dal sito di Liberinsieme

B lettera

Bandi di gara

La pubblica amministrazione può spendere meglio per i propri acquisti inserendo nei bandi di gara vincoli di vario tipo (ambientali, sociali, per la sicurezza): avremo produzioni migliori per l’ambiente e il sociale, e ridurremo anche la spesa pubblica (meno costi per riparare i danni ambientali e quelli alla salute o meno spesa per l’energia)..
– i bandi possono servire anche per contribuire alla trasparenza e dire “Basta!” alle scandalose spartizioni e delle lottizzazioni nelle commissioni comunali e nei C.d.A.: va pubblicizzato al massimo l’avviso per qualsiasi nomina presso Enti, Consorzi, Comunità/Società pubbliche o a partecipazione pubblica e Commissioni, in modo che tutti i cittadini (e non solo amici e conoscenti) possano presentare la candidatura; nel bando devono esserci tutti i requisiti necessari a graduare per punteggio i curricula, che poi possono essere vagliati da un comitato di garanzia, scelti per merito ed anche per estrazione per garantire la rotazione. Vogliamo persone competenti e non parenti!
– per sostenere l’impresa locale proponiamo “Appalti a chilometro zero”: un regolamento per la disciplina delle gare di appalto pubbliche che, a determinate condizioni di qualità ed efficienza, favorisca le aziende residenti sul territorio
– per favorire le imprese locali di piccole dimensioni, proponiamo di modificare il sistema degli appalti comunali di un cero peso. Oggi sono banditi in modo tale che ci sia solo un’azienda vincitrice. Il risultato è che le vincitrici sono solo le aziende più grandi, che diventano sempre più grosse, mentre le altre scompaiono, e scompare anche la concorrenza. La proposta è di fare bandi frazionandoli in base alle singole attività richiese in modo da favorire l’assegnazione ad aziende locali e di piccola dimensione. Ne usciranno anche importanti risparmi
– promuovere con appositi bandi le reti di impresa, formate da ditte locali che possano affiancare gli appaltatori delle opere pubbliche che interverranno nel nostro territorio.
@@@
Biblioteche

– proponiamo di riorganizzare tutto il servizio delle biblioteche e del museo archeologico (garantendo il funzionamento delle biblioteche senza sovrapposizioni di orario e riportando i dipendenti comunali a fare il loro lavoro in comune) e la gestione delle spese (per prima cosa, attraverso il patto dei sindaci e i relativi fondi europei, ristrutturare il folle sistema di riscaldamento/raffrescamento elettrico del museo archeologico in modo da ridurre lo spreco di denari ed energia che oggi comporta: 90.000 euro l’anno)
– L’orario delle biblioteche deve essere adatto agli studenti universitari e a chi lavora, compresa la pausa pranzo,
– Le biblioteche devono essere svecchiate: non solo libri cartacei, ma possibilità di tablet per articoli e testi on line.
@@@
Bilancio socio-partecipato

E’ il sistema che il comune di Capannori (comune virtuoso di 45.000 abitanti sparsi in frazioni) ha escogitato per garantire la rappresentatività alle frazioni, ma senza appesantire o rallentare la macchina comunale.
Si scelgono per estrazione e con interviste telefoniche dei delegati per ogni frazione, nel numero complessivo di una cinquantina, proporzionali agli abitanti di ogni frazione, cui va aggiunta una rappresentanza dei disabili e dei migranti.
Essi vengono informati del bilancio e delle ragioni delle scelte operate dall’amministrazione, sollecitati a costruirsi un’opinione su temi amministrativi da affrontare (secondo precise e sperimentate metodologie di comunicazione) e guidati ad esprimere uno o più progetti in gruppi allargati, progetti che saranno poi vagliati dalla giunta comunale.
@@@
Biogas

Le centrali a biogas non sono sostenibili perché sottraggono suolo fertile alla produzione di cibo, hanno bisogno di scarti di paglia ecc. per ovviare alla consistenza del liquame proveniente da allevamenti industriali con polli ai sulfamidici e agli antibiotici, nel digestore a quella temperatura si creano batteri resistenti, che poi passano nel digestato e finiscono nelle colture, tipo insalata, con batteri killer.
E sono un grande inganno: la produzione agricola viene considerata energia rinnovabile, anche se ha un rendimento bassissimo, grazie agli incentivi statali.
Ma è anche il colpo di grazia per un’agricoltura di qualità: così si abbattono i frutteti, le orticole e le siepi che facevano delle nostre campagne un giardino, sostituendoli con colture estensive in un territorio come quello italiano che, a parte la pianura padana, non ha i grandi spazi di altri paesi.
Per questo siamo contrari ad appoggiarle, a meno che non siano per allevamenti piccoli, e controllati.
@@@
Biologico

L’agricoltura biologica garantisce la qualità dei cibi, la salute dei cittadini, e l’ambiente. Perché toglierla dalle mense scolastiche per risparmiare 14.000 euro, salvo spenderne poi 18.000 per le luminarie natalizie?
Proponiamo una gestione più complessa delle mense, a cominciare da quelle scolastiche ma da estendere anche a quelle ospedaliera e aziendali, in cui si progetta una filiera locale di qualità per garantire nello stesso tempo gli utenti e il lavoro agricolo, con tempi e produzioni programmate, e un ripensamento dei menù nella direzione di una cucina mediterranea e di tradizione. Più qualità, alimentazione più sana, meno spese.
@@@
Biomassa

Sulla nocività per la salute e per l’ambiente degli inceneritori a biomassa non abbiamo dubbi, tanto che abbiamo lottato contro il progetto di quella di via Ponzina a San Pietro, proposta dall’amministrazione Gandini (Rettondini e alcuni suoi assessori, allora erano consiglieri di opposizione e non votarono contro) e portata avanti dall’amministrazione Rettondini. Molti cittadini ci hanno appoggiato ed aiutato in quest’azione, e hanno firmato contro la centrale. Ma il sindaco e i consiglieri Lega-Pdl in consiglio comunale hanno votato a favore della biomassa.
Evidentemente le tanta firme raccolte e la richiesta di presentarle in Regione, l’appello rivolto da Liberinsieme in consiglio comunale all’assessore alla salute Coletto, la diffida dell’Avv. Ceruti (pagato dai cittadini in una colletta), l’affollatissimo intervento del Dott. Valerio dell’Istituto Tumori di Genova in sala civica, hanno pesato, e il consiglio regionale con una mozione di cui ringrazieremo sempre il consigliere PD Bonfante, ha posto la parola FINE a questo progetto, visto che a distanza di 1 anno e mezzo non se ne è più saputo nulla, ed è sparito dal programma annuale dell’assessore all’ambiente Lorenzetti, suo strenuo fan.

Read Full Post »

Bambini

Liberinsieme si attiverà per
* Rivalutare la voce dei più piccoli che non hanno possibilità di aver rappresentanza politica, partendo dal presupposto che una città amica dei bambini è una città nella quale starebbero meglio tutti, perché basata sull’attenzione alle persone e alle loro esigenze.
Ma è anche una città che fa prevenzione dei tanti disagi, insuccessi scolastici e disturbi ansiosi degli adolescenti, che non sono cresciuti sulle strade e nelle piazze e si ritrovano senza addestramento alla relazione e impreparati a gestire le difficoltà.

* Riqualificazione dello spazio pubblico: che strade, piazze e spazi verdi siano accessibili ai bambini, con percorsi sicuri, con una qualificata presenza di “tutori” e animatori (pensiamo ai nonni in pensione) a difesa della presenza dei bambini.
E dietro a questo vanno tutti le azioni di tutela che proponiamo: verde, aria e acqua pulite, meno cemento e meno traffico.

* Siamo orgogliosi di aver contribuito, con l’azione di informazione da noi fatta in consiglio comunale, AL RIPRISTINO DELL’ACQUA MINERALE NELLE MENSE SCOLASTICHE, che i nostri illuminati amministratori avevano sostituita con l’acqua di acquedotto proprio quando siamo venuti a conoscenza dell’inquinamento da PFAS, che è più pericoloso per bimbi e donne gravide.

* Maggiore qualità nelle mense scolastiche: perché devono ingurgitare frutta, verdura, ecc. piena di pesticidi, cioè di veleni, quando c’è l’alternativa del biologico?

* Ritorno alla merenda quotidiana! Perché è stata tolta?

Giochi-da-Fare-allAperto-per-Bambini

Read Full Post »

Autonomia alimentare

Il suolo è un bene comune e una risorsa naturale fondamentale della Nazione.
Ma è la politica locale che ne ha in mano il controllo ed è nella politica locale che gli interessi economici lo usano e lo distruggono.
La cementificazione è terribile perché per riportare il cemento a verde o a suolo coltivabile non basta la vita di un uomo: il cemento è per sempre!
E il terreno soffocato dal cemento non dà più ricchezza: non dà più cibo, non dà più legno, ci toglie l’autonomia alimentare proprio alla fine dell’era del petrolio; quando non ci sarà più modo di importare, mangeremo cemento?
Pensiamo che sia necessario e non più rinviabile il censimento del patrimonio edilizio esistente e, sulla base di quei dati (misurati in termini di metri cubi cementificati, di abitazioni vuote e di capannoni liberi), riconsiderare i piani urbanistici di Legnago.
Vogliamo che a Legnago si produca tutto il cibo per i legnaghesi.
Riteniamo una VERGOGNA che questa amministrazione abbia approvato le 200 domande di privati per CEMENTIFICARE 2 MILIONI DI MQ di terreni che nel piano regolatore erano previsti NON PRODUTTIVI O NON EDIFICABILI:
230 ettari, 750 campi veronesi o, se più vi piace, 330 campi da calcio BRUCIATI con un solo atto amministrativo.

cementificazione-web

Siamo per il rispetto del piano regolatore e abbiamo votato contro tutte le 35 e più varianti dell’amministrazione Rettondini per cementificare dove era previsto verde.
Con Don Bizzotto diciamo che ogni metro quadro coltivabile tolto alla Terra è un furto ai bambini che nasceranno e una perdita secca di autonomia alimentare per i legnaghesi.

Read Full Post »

Artigiani

– Facciamo ripartire il settore edilizio LOCALE mettendo IN MOTO LE RISTRUTTURAZIONI. Artigiani e imprese (+ l’indotto) della zona possono lavorare ed essere pagati con il risparmio energetico. Tutto a costo zero per i cittadini, con finanziamenti da parte di ESCO o dall’Europa con il “Patto dei sindaci” (che prevede soldi per RISTRUTTURAZIONI che abbattono i CONSUMI ENERGETICI);

ristrutturazione

– per sostenere le piccole imprese locali proponiamo “Appalti a chilometro zero”: un regolamento per la disciplina delle gare di appalto pubbliche che, a determinate condizioni di qualità ed efficienza, favorisca le aziende residenti sul territorio;
– modificare il sistema degli appalti comunali di un certo peso.
Oggi sono banditi in modo tale che ci sia solo un’azienda vincitrice.
Il risultato è che le vincitrici sono solo le aziende più grandi, che diventano sempre più grosse, mentre le altre scompaiono, e scompare anche la concorrenza. La proposta è di fare bandi FRAZIONANDOLI in base alle singole attività richiese in modo da favorire l’assegnazione ad aziende locali e di piccola dimensione;
– incentivare l’avvio di nuove imprese artigianali utilizzando, se possibile, anche aree o fabbricati dismessi con forme di comodato gratuito in cambio di lavori di sistemazione dell’area o della struttura.

Read Full Post »

Aria

Vogliamo che a Legnago si respiri un’aria meno sporca: i valori di inquinamento sono tali che la nostra cittadina è classificata in ZONA A per gli INQUINANTI da TRAFFICO PM10 e IPA (cancerogeni), e in ZONA B per BENZENE (cancerogeno), NOX E O3, con decine e decine di giorni all’anno in cui si superano i valori limite, con pericolo per la salute di bambini, anziani, malati di cuore.

– Riteniamo inutili le domeniche senz’auto, mentre proponiamo un percorso di prevenzione che si traduce così:
meno auto in città, multe ai motori accesi a veicolo fermo, no a qualunque opera che vada ad aumentare le emissioni di PM10 e a ridurre il potere di pulizia operato dalla vegetazione,
sì al traffico alternativo (mezzi pubblici e biciclette),
controlli sulle caldaie e riduzione di 1 grado della temperatura nel pubblico.

Per questo ci opponiamo all’autostrada Nogara-mare che aumenterà il traffico pesante, siamo contro la cementificazione, e a favore delle piste ciclabili.

– Cambio di rotta: dall’amministrazione Lega-Pdl che ha votato sì alla centrale a biomasse e non ha saputo dire no alla centrale a pollina e alla centrale nucleare, a un no secco alle biomasse e al biogas, impianti che arricchiscono pochi con danni alla salute di molti: non permetteremo che sorgano centrali a biogas come funghi.
– riaffermeremo che Legnago dice un no preventivo a qualsiasi scellerato progetto di centrale nucleare a Torretta, che verrà riproposto quando il ricordo di Fukushima si spegnerà un po’
– faremo ciò che abbiamo chiesto a più riprese all’amministrazione Lega-Pdl: NON usare i pesticidi nelle strade frequentate da bambini e animali amici dell’uomo, oltretutto senza cartelli di avviso (li sostituiremo con mezzi meccanici innocui per la salute).

aria-pulita

Read Full Post »

Anziani

orti_sociali-03

– rafforzare le strutture e le organizzazioni di volontariato che si occupano di attività ludiche, motorie e culturali per gli anziani, che sono una risorsa per tutta la comunità;
– azione forte e incisiva per il miglioramento del Centro diurno per anziani;
– collaborazione con i centri di ascolto e le strutture delle parrocchie a favore della permanenza al loro domicilio degli anziani;
supporto a progetti per la trasmissione ai giovani delle conoscenze manuali e intellettuali degli anziani;
– particolare attenzione per l’accoglimento in casa di riposo di coloro che non hanno risorse sufficienti per accedervi e vivono una condizione personale e familiare di grande solitudine;
i rappresentanti del Comune nel C.d.A. della casa di riposo devono essere individuati per competenza e non per convenienza partitica;
– il cimitero sia senza fango e inciampi per gli anziani (eliminare i cordoli e fare nuovi vialetti);
l’auto blu del sindaco sarà data in uso ai servizi sociali per trasportare gli anziani, cioè chi ne ha veramente bisogno; l’autista torna a lavorare in comune per tutti i cittadini
– pensiamo anche agli anziani come “tutori” e animatori negli spazi pubblici, che vorremmo riqualificati perchè i bambini tornino a frequentarli;
orti urbani anche per gli anziani: il comune individua le aree dedicate, le dà in assegnazione ad un costo simbolico e chi le coltiva si tiene il prodotto. Si possono prevedere corsi e anche scambi tra prodotti o mercatini (come a Padova con il mercatino del tram) e sfruttare come collegamento tra le generazioni (gli anziani insegnano ai bambini nelle scuole).

Read Full Post »

Older Posts »