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Medico malato, saltano le donazioni

Hanno trovato la porta chiusa e un biglietto: «In data odierna causa improvvisa malattia dirigente medico il servizio trasfusionale sede Zevio rimarrà chiuso».

L’Arena di oggi, 21 novembre 2018, così titola l’articolo sulla chiusura non programmata né programmabile del servizio.

Senza entrare nelle polemiche che riguardano l’organizzazione di servizio e azienda, alcune considerazioni di natura puramente logica sulla deontologia di chi scrive l’articolo.

Probabilmente il signor/dottor Piero Taddei non ha chiari alcuni concetti base:

  1. Donazione e trasfusione non sono la stessa cosa.

Taddei scrive: “Ieri, infatti, era giorno di trasfusioni e in molti avevano prenotato”, e ancora: “Pure parte dei donatori prenotati per la trasfusione non sono stati avvertiti per tempo”.

La trasfusione è la trasmissione di sangue da un organismo detto donatore a un altro che lo riceve.

I termini sono importanti!

  1. I centri di raccolta dell’ex Ulss 21 sono 4: Legnago, Bovolone, Nogara, Zevio.

Taddei li fa diventare 5 quando scrive “l’ex Ulss 21 con quattro centri prelievi più l’emotrasfusionale del Mater Salutis di Legnago…”, per poi elencarne quattro…

  1. “Pure parte dei donatori prenotati per la trasfusione non sono stati avvertiti per tempo. La situazione, quindi, si può definire vergognosa”.

Mi domando: il Taddei ha verificato l’informazione anche solo rivolgendosi al CUP, Centro unico di prenotazione a disposizione dei donatori di sangue dell’intera provincia? Può il signore sostenere che i donatori non sono stati avvertiti?

E ancora mi chiedo: può essere definita “vergognosa” la situazione in cui un servizio è costretto a chiudere per l’improvvisa e imprevedibile assenza di un medico costretto a riposo dopo un incidente automobilistico?

Mi torna alla mente un articolo

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/28/fake-news-e-liberta-di-stampa-la-disinformazione-allitaliana-in-quattro-punti/3549085/

In esso viene descritta in quattro punti la disinformazione all’italiana:

  1. uso strumentale del messaggio,
  2. superficialità di chi fa informazione,
  3. ricerca spasmodica del sensazionalismo fine a stesso che segue logiche commerciali, di mercato, fondate sulla spettacolarizzazione della notizia,
  4. autoreferenzialità del mezzo.

Nell’articolo trovo tutti questi limiti. Dunque, pur essendo la notizia reale – il centro di Zevio era chiuso, – mi permetto di esprimere qualche dubbio sulla deontologia dell’autore.

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“Quanto ai modi positivi dell’aver cura ci sono due possibilità estreme. L’aver cura può in certo modo sollevare l’altro dalla «cura» sostituendosi a lui nel prendersi cura, intromettendosi al suo posto. Questo aver cura assume, per conto dell’altro, ciò di cui ci si deve prendere cura. L’altro risulta allora espulso dal suo posto, retrocesso, per ricevere a cose fatte e da altri, già pronto e disponibile, ciò di cui si prendeva cura, risultandone del tutto sgravato. In questa forma di aver cura l’altro può essere trasformato in dipendente e in dominato, anche se il predominio è tacito e dissimulato per chi lo subisce. Questo aver cura, che solleva l’altro dalla «cura», condiziona largamente l’essere-assieme e riguarda per lo più il prendersi cura degli utilizzabili. Opposta a questa è la possibilità di aver cura la quale, anziché intromettersi al posto degli altri, li presuppone nel loro poter essere esistentivo, non già per sottrarre loro la «cura», ma per inserirli autenticamente in essa. Questa forma di aver cura, che riguarda essenzialmente la cura autentica, cioè l’esistenza dell’altro e non qualcosa di cui egli si prenda cura, aiuta l’altro a divenire trasparente nella propria cura e libero per essa”.

Martin Heidegger, Essere e tempo

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Al Sig. Sindaco – Comune di Legnago

Oggetto: viabilità e sicurezza relativi all’incrocio tra via XXIV Maggio,v.le Regina Margherita e v.le Dei Caduti.

In qualità di cittadini residenti in v.le Regina Margherita 20,quindi,a pochi passi dal suddetto incrocio,ci è stato possibile assistere a numerosi incidenti e rilevare ricorrenti episodi di potenziale pericolo per automobilisti e pedoni.

Questi i principali problemi:

Via XXIV maggio presenta, nella parte immediatamente precedente all’incrocio, una curva che limita la visuale su veicoli e pedoni che impegnano/si apprestano a impegnare l’incrocio stesso. Questo si traduce in:

  • mancanza di visibilità per l’automobilista che provenendo da Viale Regina Margherita, fatto lo stop, deve proseguire in via XXIV maggio o svoltare a destra in Viale dei Caduti. Le macchine provenienti da Via XXIV maggio (a cui si deve la precedenza) divengono, infatti, visibili solo nel momento in cui impegnano l’incrocio;
  • mancanza di visibilità per il pedone che volesse attraversare sulle strisce pedonali di Viale Regina Margherita verso la continuazione di Via XXIV maggio, per lo stesso motivo;
  • mancanza di visibilità per l’automobilista che provenendo da Via XXIV maggio procede in Viale Regina Margherita o svolta a sinistra in Viale dei Caduti, in quanto una macchina che dovesse aver già impegnato l’incrocio o un pedone che stia attraversando sulle strisce pedonali di Viale Regina Margherita è visibile solo all’ultimo.

Gli automobilisti che provengono da Via XXIV maggio, avendo garantita la precedenza, tendono ad approcciare la curva che si immette nell’incrocio a velocità ragguardevoli, ad affrontare la curva verso Viale dei Caduti in modo “sportivo” (pur trattandosi di una curva a a 90 gradi) o a prodursi in accelerazione ulteriore sul rettilineo di Viale Regina Margherita, superando, anche di parecchio, il limite di velocità consentito.

La somma di questi elementi si traduce in una serie di rischi, facilmente desumibili.

Il più immediato è sicuramente quello che riguarda i pedoni che attraversano sulle strisce pedonali di Viale Regina Margherita per raggiungere la continuazione di Via XXIV maggio.

L’amministrazione ha recentemente provveduto a evidenziare con lo sfondo rosso la presenza delle strisce: si tratta di un’iniziativa apprezzata, ma non sufficiente a risolvere il problema.

Se il problema riguardasse solo l’attraversamento pedonale, la soluzione più efficace ed efficiente sarebbe la rimozione delle strisce pedonali, visto che, percorsi pochi metri lungo Viale Regina Margherita, vi sono altre strisce che garantiscono migliore visibilità sia per i pedoni, che per gli automobilisti.

Questo, tuttavia, non risolverebbe gli altri rischi legati alla scarsa visibilità e notevolmente aggravati dalle alte velocità mantenute dagli automobilisti, in una zona frequentata da anziani e bambini e con molti attraversamenti pedonali (3 solo sull’incrocio e 2 pochi metri più avanti, rispettivamente in Viale Regina Margherita e in Viale dei Caduti).

Ricordiamo che la zona ospita l’Università del Tempo Libero, affacciata proprio sull’incrocio, e la Scuola Materna dell’Istituto Canossiano, pochi metri più avanti lungo Viale dei Caduti.

A parità di struttura dell’incrocio, per garantire maggiore sicurezza, le macchine provenienti da Via XXIV maggio dovrebbero essere indotte a rallentare sufficientemente PRIMA di imboccarlo, anche se godono della precedenza.

La ringraziamo per la sua cortese attenzione e,in attesa di riscontro, porgiamo cordiali saluti.

Legnago il 29/02/2016

Alberto Melotti       Rosa Noci           Elena Melotti           Sofia Melotti

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Hannah Wilke – Intra Venus Triptych, 1992-93

“The objectified sexual female body becomes an objectified medical female body1, il corpo femminile da oggetto sessuale si trasforma in oggetto della medicina.

Chi osserva l’opera si deve confrontare con il lato brutale di “Venere”, una Venere vinta dalla distruzione, un corpo aperto e trattato dai medici nei loro inutili tentativi di fermare la distruzione. In questo modo il corpo è brutalizzato e reso oggetto sia dalla malattia che dalle cure. Si tratta di immagini sconcertanti per la loro palese rottura di un taboo e irritanti per l’estetismo calcolato e consapevole e il forte e palese riferimento alla storia dell’arte2.

Stand Up è il titolo di una canzone scritta e interpretata nel 1982 da Hannah Wilke che collega “verità” e “nudità” e aiuta a cogliere il senso di quest’opera e del lavoro dell’artista nel suo insieme:

“Stand up for what you want to do

Stand up there’s no one telling you

how to stand up, stand up, how to stand up.

Stand up when people put you down

stand up and dance above the ground

you’ve got to stand up, stand up

you’ve got to stand up.

Disposable products, society

consumer reports life’s absurdity

exposing the truth is like nudity

so stand up, why don’t you stand up.

Nell’opera IntraVenus Triptych, l’artista assume pose che vogliono ricordare Marilyn Monroe ritratta nel suo letto da Douglas Kirkland pochi mesi prima di morire, nella famosa serie White Sheets.

Gli scatti ritraggono Hannah completamente nuda sul letto coperto da lenzuola bianche: il corpo è gonfio e appesantito, vistose garze, anch’esse bianche, coprono l’addome e i fianchi, e i capelli, lunghi ma ormai diradati dalle cure, si allargano intorno al capo. Il corpo è steso sul fianco, ma il capo si gira e lo sguardo di Hanna si rivolge all’obiettivo.

1,2Berressem H., Blamberger G. and Goth S., Venus as Muse: From Lucretius to Michel Serres, pagg. 104-109, Rodopi Bv Editions, 2015
3Wilke H., Stand Up, lyric in Revolutions Per Minute (The Art Record), Publisher: Ronald Feldman Fine Art Inc., The Charing Hill Company Ltd., 2 × Vinyl, LP, Compilation, Limited Edition, Gatefold Cover, 1982 Bass – Seth Glassman, Drums – Jim Brelauer, Engineer, Mixed By – Roddy Hui, Lyrics By, Vocals – Hannah Wilke, Music By, Keyboards, Guitar, Synthesizer – Jeff Gordonhttps://youtu.be/p230fgtXcUc

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Non ti vedevo da molto tempo, ma sapevo di te da Max, mio fratello, come te classe ’70. È vero che per noi cristiani la morte è solo un passaggio, l’inizio della Vita, ma la Partenza di una persona cara è un dolore indescrivibile per chi rimane… E per i genitori, le sorelle, i fratelli lasciar partire un figlio, una sorella, un fratello per il Cielo è una tragedia. Io ho l’età di Rosanna e tu di Massimo… Ti ricordo da bambino soprattutto, alle feste di compleanno, alla materna, all’asilo e quando hai deciso di entrare in seminario. Abbraccia forte i tuoi cari da Lassù e tutte/i quelle/i che hai avvicinato con la tua spontaneità. Ti abbracciamo forte anche noi.

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Leggevo ad aprile su Repubblica:

Matteo Renzi torna sul tema dei rapporti tra magistrati e politici. Chiede “rispetto”. E aggiunge: “Tutti i giorni leggo polemiche tra politici e magistrati. Un film già visto per troppi anni. Personalmente ammiro i moltissimi magistrati che cercano di fare bene il loro dovere. E anche i moltissimi politici che provano a fare altrettanto. Il rapporto tra politici e magistrati deve essere molto semplice: il politico rispetta i magistrati e aspetta le sentenze. Il magistrato applica la legge e condanna i colpevoli’.

Il nostro premier dice un po’ di tutto su tutto… ma è un privilegiato che vorrebbe insegnare a noi del popolino…

Da quello che leggo e vivo, i magistrati e tutto il loro apparato più che applicare la legge, cavillano e ‘calcoleggiano’ alla grossa…

Ma, per piacere, che non mi si venga a parlare di ‘giustizia’ ‘terrena’… che nemmeno Chi è al di sopra ho ben capito cosa faccia!!!

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Ieri sera per caso mi sono trovata a guardare un film, Gone, thriller statunitense del 2012. Leggo che il film ha ottenuto recensioni negative da parte della critica e scarsi profitti al box office. E in effetti non mi è particolarmente piaciuto, ma la fine merita veramente e, per una donna che di ingiustizie ne ha viste, sentite e subite tante e soprattutto da chi la giustizia la dovrebbe tutelare e applicare, è liberatoria.

La protagonista che, pur essendo stata rapita da un maschio pervertito, non era stata ritenuta credibile dalla polizia ed era finita in casa di cura psichiatrica, giustizia se la fa da sola e il pluri-omicida lo sistema da sola e lascia che tutte/i quelle/i che non le avevano creduto pensino che la sua sia stata una fissazione per scagionarsi…

Probabilmente sarò cattiva ma credo che per azioni abominevoli non esista che una soluzione.

E lo stesso purtroppo penso valga per la giustizia in un sistema malato e dittatoriale… o almeno io ho rinunciato e rinuncio a credere di poterla vedere e sarò costretta ad agire di conseguenza… Da un po’ di tempo ho una voglia pazza di tagliare gomme e rigare “alcune” vetture… per poi costituirmi…

Il tempo vola…

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La sensibilità e l’entusiasmo mettono le ali ma è il tempo a volare… Noi no…

Ieri le/i Italiane/i si sono scordate/i qualcosa… Sarebbe bastato poco: un po’ più di informazione, di curiosità, di lungimiranza forse…

Il fatto stesso che un Presidente del Consiglio inviti a non andare a votare è non solo paradossale ma, a mio parere, scandaloso. Si dimentica forse egli di rappresentare tutte/i le/gli Italiane/i… Ha accusato Renzi i favorevili al Sì di demagogia, ma non vi si è sottratto per primo.

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Comprendere per che cosa votavo comunque non è stato facile e questo, nel secolo della comunicazione “facile” sarebbe inaccettabile. Mi sono addentrata, accompagnata da mia filgia, nel labirinto delle leggi italiane che ormai paion fatte per non essere comèprese e di conseguenza per divenire inapplicabili.

Il nocciolo era il comma 17 dell’art. 6 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152Norme in materia ambientale.
Come modificato e integrato dal Decreto Legislativo 29 giugno 2010, n. 128, dal Decreto Legislativo 7 luglio 2011, n. 121, dal Decreto Legge 9 febbraio 2012, n. 5 convertito con modificazioni dalla Legge 4 aprile 2012, n. 35, dal Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83 convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134 e dal Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 133 convertito con modificazioni dalla Legge 11 novembre 2014, n. 164. Già la sequela delle modifiche mi ha urtato…

Ho infine capito che il comma in questione era divenuto il comma 239 dell’art. 1 della Legge 28 dicembre 2015 n.208  

All’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile2006, n. 152, il secondo e il terzo periodo sono sostituiti dai seguenti:

«Il divieto è altresì stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette. I titoli abilitativi già rilasciati sono fatti salvi per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale. Sono sempre assicurate le attività di manutenzione finalizzate all’adeguamento tecnologico necessario alla sicurezza degli impianti e alla tutela dell’ambiente, nonché le operazioni finali di   ripristino ambientale».

Quel “vita utile del giacimento” non mi è piaciuto… perché equivale  più o meno a un “per sempre”… in un Paese dove tutto ha una durata e una scadenza, in particolare un contratto.

Perché “regalare” per sempre? Perchè “concedere” senza limiti di tempo a un’azienda qualcosa che sarebbe di tutte/i? Perché??? Bastava si parlasse di rinnovi periodici precisi e definiti…

Per quel “per sempre”, per quella “vita utile del giacimento” ho votato Sì, anche se il mio voto a quanto pare è servito ben poco.

Affluenza 31,2%: meno di un italiano su tre. Ma di quei pochi, 85,84% hanno votato Sì.

“Però mi impensierisce l’idea di non poterla vedere e non poter chiacchierare con la mia nonna speciale. Ho spiegato queste cose alla mamma. Lei mi ha preso in braccio e mi teneva come quando ero piccolo e non parlava. E le lacrime hanno cominciato a caderle sulle guance e non le poteva fermare e singhiozzava, ma piano, come per non disturbare. E io ho pensato che non guarirà mai di questo pianto… povera la mia mamma!”

Diario piccolo, 2008

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Dolore

Ci sono momenti in cui nemmeno piangere è possibile. Sono momenti in cui mi sento come cristallizzata in un dolore che va oltre il mio cuore, il mio corpo, la mia mente. È un dolore costruito nel tempo, stratificato e insondabile, inaccessibile anche alle lacrime che forse in parte potrebbero consolare. Non è tristezza, non malinconia. È solo Dolore, ancestrale, sconsolato, pulsante. Non so che fare in questi momenti. Attendo dunque che il Tempo lenisca ciò che non so spiegare.

Mabel Lucie Attwell buon Anno