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La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, articolo 21:
È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza a una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.

Quando qualche straniero abiterà con voi nel vostro paese, non gli farete torto. Tratterete lo straniero, che abita fra voi, come chi è nato fra voi; tu lo amerai come te stesso; poiché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto.
Levitico 19, 33-34

Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo.
Ernesto Che Guevara, Lettera ai figli

Il tuo Cristo è ebreo. La tua democrazia greca. La tua scrittura latina. I tuoi numeri arabi. La tua auto giapponese. Il tuo caffè brasiliano. Il tuo orologio svizzero. Il tuo walkman coreano. La tua pizza italiana. La tua camicia hawaiana. Le tue vacanze turche, tunisine o marocchine. Solo il tuo vicino è straniero.
Sul muro di Berlino

Quando i potenti non vanno d’accordo, ci vanno di mezzo i poveri.
Fedro

Tutti noi abbiamo un’origine comune, siamo tutti figli dell’evoluzione delle stelle e quindi siamo davvero tutti fratelli.
Margherita Hack

Ricorda sempre che sei unico, esattamente come tutti gli altri.
Anonimo

Sabato scorso, per alleggerirmi dal peso della settimana di malattia e lavoro e dal fardello delle inevitabili, si fa per dire, rotture che la vita propina, sono uscita con Sofy, mia figlia minore per età, meravigliosamente figlia e compagna di avventure.
Siamo uscite con l’elenco scritto delle commissioni e senza porci limiti di tempo.
Ogni momento trascorso con Sofy è rilassante, ebbene, sabato lo è stato, se possibile, di più…

La tappa finale, solitamente non programmata, ma meta a completamento della nostra lista dei desideri è una libreria, la nostra preferita a Legnago.
Legnago è una piccola città e sarebbe inutile non fare il nome del meraviglioso luogo cui mi riferisco: Ferrarin.
Lì dentro mi sento come a casa. Parafrasando una pubblicità posso affermare che per me “Dove ci sono libri c’è casa”.
Sofy e io entriamo per passeggiare in quel mondo profumato di carta e inchiostro, colorato dalla fantasia di tanti cervelli e ancor più cuori…

È vero che il mondo dell’editoria ormai è anch’esso “bacato”, del resto come potrebbe non essere malato in un sistema economico malato.
Ma, anche nel peggiore dei libri posso trovare qualcosa da imparare, uno spunto per riflettere.

Lasciando perdere disquisizioni che mi allontanano da ciò che voglio raccontare, torniamo a sabato…
Dopo aver, con il mitico Antonio, competente conoscitore di tutto ciò che riguarda la comunicazione, scelto un libro di Cameron, cerco di recuperare il ricordo di un altro testo che avrei voluto acquistare.

Per farla breve, non ricordo né titolo, né autore, men che meno casa editrice… e nemmeno l’argomento del libro riesco a ripescare nel guazzabuglio della mia testa.

Io mi sento veramente comica, ma Antonio non bada alla mia demenza precoce e mi rivolge alcune domande a cui, inutile dirlo, rispondo confusamente, sotto i pietosi occhi di Sofy che non finge di non conoscermi solo perché è nota la nostra parentela…

Antonio non demorde e, con alcune mosse di cui sinceramente non ho coscienza, come un “prestidigitatore”, tira fuori titolo, autore, casa editrice ed elenco delle trasmissioni che hanno ospitato lo scrittore in occasione dell’uscita del libro!!!

D’impulso lo vorrei abbracciare! Mi trattengo a fatica. Mi trattengo fino a ora per poter fermare quel momento con la parola scritta.

Antonio, sei troppo bravo!!!
Evviva Antonio!!!
Antonio forever!!!

POLITICA BECERA

Cercavo un aggettivo per la nostra politica.

In questi ultimi giorni, con tutto quello che di tremendo è successo, i suoi rappresentanti si sono sbizzarriti…
Sbizzarriti per modo di dire, perché, a ben vedere, il comportamento non cambia, resta lo stesso, stereotipato purtroppo.
Il tono arrogante rimbomba: io ci sono su questa poltrona, io e nessun altro e guai a chi me la tocca…
Ognuno di essi se ne sta arroccato su se stesso.
L’avversario è invariabilmente descritto come un orco.

Crozza, ieri sera, li ha ben descritti i vari nostri eroi.

Questi l’esame di se stessi e il confronto umile, l’ascolto fine a se stesso di coloro che rappresentano, la gratuità, l’ideale… non se li sognano nemmeno.

L’ho trovato poi l’aggettivo: becero.
La nostra politica è becera.

… maleducata, insolente, rozza, cafona, volgare, sguaiata…

ALI PER VOLARE…


Se avessimo le ali

per fuggire la memoria

molti volerebbero.

Abituati a esseri più lenti

gli uccelli con sgomento

scruterebbero la folla

di persone in fuga

dalla mente dell’uomo.

Emily Dickinson

LEGNAGO. Il Carroccio non vota il nuovo vertice del comitato di gestione
La Lega perde la battaglia: Pagliari va alla «Bellinato»
Fabio Tomelleri

L’Arena, martedì 22 maggio 2012 PROVINCIA, pagina 36

Dopo mesi di sosta, il comitato di gestione della biblioteca «Gervasio Bellinato» di Porto è tornato a riunirsi per scegliere il presidente. Al vertice dell´organo di indirizzo è stata riconfermata Marzia Vaira Pagliari, che ha guidato l´organismo dal 2009 fino a novembre, quando il Consiglio comunale ha rinnovato i membri dell´istituzione civica. Su Pagliari, vicina al Pdl e all´ex assessore Paolo Longhi – anche se l´interessata precisa di «non avere etichette politiche, né di appiccicarle ad altri» – sono confluiti quattro voti sui sette totali espressi dal comitato. Oltre alla sua preferenza, la rieletta ha incassato anche quelle di Mirella Ceccon, sempre di area Pdl, Marco Caregaro e Rosa Noci, questi ultimi due gravitanti nel centrosinistra, essendo stati designati dalle minoranze. Ha ottenuto una sola scheda a favore Cinzia Moretti, candidatasi per la Lega. Le altre due militanti del Carroccio, Federica Bettini ed Ester Bonfante, entrambe consiglieri comunali, hanno preferito – pare – lasciare il foglio in bianco.
La riunione che ha sancito la riconferma di Pagliari era stata preceduta, a gennaio, da un altro incontro, poi invalidato per vizi formali. In tale occasione era stata eletta presidente Bettini. La legittimità dello scrutinio era stata però messa in dubbio da Pagliari: poiché il regolamento ammetteva la presenza, tra i membri di diritto, soltanto del sindaco o di un assessore a lui delegato e non, come invece era accaduto, di un consigliere, Bonfante, anche se in possesso della delega alla cultura firmata dal sindaco. A quest´incongruenza ha posto fine in febbraio l´assemblea civica di Palazzo De´ Stefani. Con una modifica alle norme, il Consiglio ha consentito a Bonfante di partecipare a pieno titolo ai lavori del Comitato, uscendo così dall´impasse. «Lunedì 14 ci riuniremo di nuovo», spiega Pagliari, «per programmare le attività. Vogliamo che la biblioteca riacquisti il valore culturale che merita». Bonfante non commenta il suo voto «che è segreto». Come delegata alla cultura osserva: «Pagliari è la persona più indicata». Bettini puntualizza: «A gennaio mi ero proposta per la presidenza in buona fede. Ora continuerò a lavorare con gli altri».

“Un libro, dunque, è come riscritto in ogni epoca in cui lo si legge e ogni volta che lo si legge. E sarebbe allora il rileggere un leggere: ma un leggere inconsapevolmente carico di tutto ciò che tra una lettura e l’altra è passato su quel libro e attraverso quel libro, nella storia umana e dentro di noi”.
Leonardo Sciascia

E ora, come tutte le signore intervistate rimarcano e sperano, potremo lavorare in pace tra i nostri libri!!!

DIRITTO DI DIFESA

“La spiegazione è semplice ed è scritta in uno dei post da te pubblicato ovvero essere andata in comune dall’assessore attuale a dire che membri del gruppo si lamentavano dello stesso ed a seguito di ciò questi sono stati chiamati dai vigili su indicazione dell’assessore e redarguiti sul proseguire le critiche al comune sulle modalità di erogazione degli aiuti alle medesime.
Inoltre sempre lo stesso assessore ha dato notizie che violano la privacy comunicando a te informazioni su queste persone relative alla loro residenza, tutto questo sempre scritto da te sul profilo del gruppo.
Ed infine aver pensato che alcuni profili del gruppo fossero fatti ad arte per propaganda politica.
Qua non si tratta di democrazia ma di rispetto e fiducia.
Se manca ognuno si scelga gli amici che vuole e stiamo comunque tutti bene ugualmente, ovviamente quelli che come me e te hanno la fortuna di avere un lavoro mentre le povere criste richiamate dall’assessore da una settimana anche causa di ciò hanno la corrente tagliata e francamente non so come aiutarle”.

Da qualche giorno questo post compare su fb e sinceramente mi dà non poco fastidio, non solo perché mi riguarda ed è a me rivolto, ma soprattutto per tutta una serie di motivi che vanno oltre la mia persona.
Tra tutti, in particolare, il rispetto e la fiducia che l’autore del post stesso cita, forse sentendosene interprete e rappresentante ideale.

Ora io non starò a raccontare la sequenza degli eventi che hanno portato al post “incriminato” e nemmeno farò i nomi delle persone coinvolte oltre a me.

Preciso soltanto che, essendo stata “eliminata” da un gruppo di fb, ne ho chiesto con messaggio privato la motivazione.

Non avendo avuto dagli amministratori alcuna risposta, ho espresso il mio disappunto pubblicamente sul social network.

Solo allora una spiegazione è stata gentilmente, pubblicamente e finalmente offerta…

Nel post sono:

* praticamente rappresentata come un delatore

* accusata, accanto all’assessore al sociale, di lesione della privacy

* giudicata per aver “pensato”!!! O meglio mi si attribuiscono pensieri…

* indicata come causa di richiami e danni a carico di “povere criste”…

Mi permetto di aggiungere che, tali affermazioni, collegando la mia persona e le mie azioni ai citati richiami e a supposti danni a carico di persone, mi potrebbero esporre al rischio di ritorsioni.

Prova ne è il fatto che da poco sono stata messa al corrente da un amico di minacce avanzate nei miei confronti, da una persona in particolare, e di cui l’autore del post è informato.

Tra l’altro i miei post “originali” sono stati “rimossi” dalla bacheca del gruppo in questione, quindi non sono consultabili da chi volesse verificare l’esattezza o meno delle affermazioni del post sopra citato.

Ora, non starò a difendermi dalle accuse pubbliche che il signore in questione muove verso di me e verso un assessore: so di aver agito in assoluta buona fede e secondo coscienza.
Tra l’altro l’assessore nominato è persona che conosco da tempo e con cui ho rapporti personali antecedenti all’inizio del suo impegno politico, normalissimi rapporti di amicizia che non devo certo stare a spiegare o giustificare…

Mi permetto tuttavia di dare un paio di consigli all’autore del post anche se, per età ed esperienza, non dovrebbe averne bisogno…
Oltre a suggerirgli di rispondere alle normali richieste di spiegazioni delle persone, – come sarebbe logico fare – lo invito al RISPETTO e soprattutto alla PRUDENZA

Termino con uno stupendo pezzo di Massimo Granellini, dal titolo La buca del delatore:

“Per mettere un freno alla corruzione pubblica che ha già spolpato la Grecia, il governo italiano intende introdurre l’arma della delazione.
La legge allo studio funziona così. Il dipendente onesto si accorge che il vicino di scrivania prende una mazzetta, prepara una denuncia circostanziata e la consegna all’ufficio apposito della Prefettura, ricevendo in cambio la garanzia dell’anonimato e di una percentuale sostanziosa sui soldi recuperati dallo Stato.
Una meraviglia. A Losanna, naturalmente.
Ma nella penisola bagnata da quattro mari e da troppi furbi le cose potrebbero andare in modo diverso.
Il dipendente invidioso del collega, o arrabbiato col medesimo per questioni di carriera, di sesso, di tifo, di precedenza nell’accesso al parcheggio interno, confeziona una bella «macchinetta del fango» e la deposita sul tavolo di un solerte funzionario che gli garantisce l’anonimato, anzi glielo giura sui suoi figli, e subito dopo telefona al denunciato per spifferare il nome del delatore.
Perché Alfano ha ragione quando dice che le leggi vanno scritte per le persone perbene.
Ma sono poi le persone «permale» a utilizzarle con la massima perspicacia per ribaltarne il senso a proprio vantaggio.
Non fraintendetemi: al punto in cui siamo, la delazione è comunque meglio dell’omertà.
Ma non contrabbandiamola per progresso civile.
E’ una medicina orribile che ci tocca assumere per non morire di mazzette.
Consapevoli dei suoi effetti collaterali: allenta il senso di comunità e ripristina la legge della giungla.
Tutti contro tutti, e chi non sparla è perduto”.

Il provvedimento, “Norme in materia di animali d’affezione e di prevenzione del randagismo a tutela dell’incolumità pubblica”, risale ad aprile 2009, quando due deputate del PdL, Jole Santelli e Fiorella Rubino Ceccacci, proposero una tassa comunale per prevenire il randagismo…

Sigh!

Ora la tassa viene riproposta da Massimo Vannucci del Pd.

Sigh!

Il sottosegretario al ministero dell’Economia, Gianfranco Polillo, prima si dice d’accordo, poi ritratta dicendo che “scherzava”.

Sigh!

“Tranquilli: nessuna tassa sugli animali domestici” – conferma il relatore Gianni Mancuso del Pdl – “Era solo una battuta nei confronti di un deputato che l’aveva proposta. Era una tassa di scopo, pensata per permettere ai comuni di attivare un piccolo capitolo di spesa con cui affrontare la gestione degli animali, come i cani randagi o le colonie feline”.

Sigh!

Due parole sulle persone nominate nei vari articoli.

Nata a Cosenza nel 1968, Jole Santarelli è avvocato, laureata quindi in giurisprudenza. Sul sito del Parlamento italiano vedi curriculum.

Fiorella Ceccacci Rubino nasce nel 1965. Ha un diploma di liceo artistico ed è un’attrice. Sul sito del Parlamento italiano vedi curriculum.

Nato a Macerata Feltria nel 1957, Massimo Vannucci, con la sua
laurea in scienze giuridiche, risulta essere Consulente aziendale e Revisore contabile. Sul sito del Parlamento italiano vedi curriculum.
Gianfranco Polillo nasce nel 1944 ed è laureato in economia e commercio. Dopo alcuni anni di lavoro presso centri studi e redazioni di riviste si dedica all’insegnamento.
Quando vince un concorso presso la Camera dei Deputati, abbandona ogni precedente attività. Divennta Capo del Servizio Bilancio prima e del Servizio studi poi. Nel 2001 è nominato Capo della Segreteria Tecnica del Ministro dell’Economia e delle Finanze e successivamente Capo del Dipartimento Economico di Palazzo Chigi. Nel frattempo insegna politica industriale e politica finanziaria presso diverse università. Dopo una breve parentesi come Capo di Gabinetto del Ministro per l’Attuazione del Programma, si dedica alla libera professione, continuando gli studi di politica economica e collaborando con numerosi quotidiani e riviste specializzate. Ha scritto diversi libri in tema di analisi economica e storico-politica. Dal 29 novembre 2011 è Sottosegretario all’ Economia e alle Finanze.

Mancuso Gianni nasce nel 1957, si pregia di laurea in medicina veterinaria e risulta essere medico Veterinario. Sul sito del Parlamento italiano vedi curriculum.

Conclusione – I nostri politici:

$ sanno un po’ di tutto…

$ hanno studiato ma, da certe idee e uscite con cui escono, non si direbbe…

$ hanno ancora voglia di scherzare…

Sigh!

Ritengo doveroso terminare con il commento del presidente dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali), Carla Rocchi:

E’ un pensiero primaverile dell’onorevole Vannucci che ha pensato di avere un’idea geniale quando invece non lo è. Anzi, è un’idiozia”.

Come non darle ragione!

NON..

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